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Quattro aziende italiane dietro future infrastrutture in Egitto
Il viceministro Rixi alla fiera Transmea 2025 al Cairo
Quattro aziende italiane hanno firmato oggi altrettanti Memorandum of Understanding per la realizzazione di importanti infrastrutture logistiche in Egitto, sia per le merci, sia per il turismo, sia per l'ammodernamento del Paese. A 'benedire' l'evento, svolto nell'ambito della più importante fiera della Logistica del Medio Oriente, Transmea 2025, è giunto al Cairo anche il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, che ha spiegato il senso dei nuovi accordi. "E' importante per l'Italia essere oggi in Egitto perchè è un Paese stabile con una visione chiara a livello infrastrutturale che la pone come vertice dello sviluppo logistico del Mediterraneo, una connessione naturale tra Medio Oriente, Africa e bacino mediterraneo. Non è più solo un tema geografico - insiste - ma diventa un tema di visione dell'intero governo che sta preparando l'Italia a diventare un importante hub logistico per l'intera Europa". Le aziende coinvolte nelle intese firmate oggi sono Technital, Salcef, Mermec e Arsenale. La prima, azienda di ingegneristica per le grandi opere guidata da Zeno D'Agostino, già presidente del Porto di Trieste, lavora da tre anni sulla green line del progetto dry port, infrastrutture situate a terra ma coordinate con i porti costieri fatte per velocizzare il passaggio delle merci. Grazie al Mou firmato oggi con l'authority che governa circa 30 interporti egiziani, sarà incaricata di redigere un master plan di collegamento. Mermec, primaria azienda per lo sviluppo di tecnologie per il trasporto ferroviario, ha firmato un nuovo contratto per treni diagnostici destinati all'Alta Velocità in Egitto con le società Orascom, Arab Contractors e Imagro. Salcef, che costruisce ferrovie e metropolitane, ammodernerà con i partner egiziani l'intera rete ferroviaria del Paese ed è pronta a cogliere occasioni anche nei Paesi vicini. Arsenale, infine, brand del lusso e del lifestyle si appresta ad inaugurare "un nuovo capitolo di storia del turismo egiziano" realizzando, grazie a un accordo ventennale con le Ferrovie egiziane, un Orient Express tra Il Cairo e Assuan. Opere enormi, che movimenteranno in totale decine di miliardi, e in cui l'Italia ha l'occasione di prestare know how ed esperienza. "Ci piacerebbe pensare, in futuro - ha detto Rixi - ad un treno dal Cairo al Sudafrica, che percorra tutto il continente". In tempi più vicini il governo vorrebbe potenziare la linea ro-ro tra Damietta e Trieste e in generale tra i porti egiziani e quelli italiani. "Un processo che abbiamo avviato sulla spinta del governo Meloni, in seguito al piano Mattei e con un occhio alle dinamiche del mercato. Dalla nostra - ha aggiunto - "abbiamo affinità culturali molto profonde che possono consentirci di dialogare con queste nazioni in modo efficace", cioè meglio degli altri Paesi europei. E "stabilizzare questi Paesi - conclude è un servizio reso a tutti".
X.Matos--PC
