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Cipollone (Bce), 'non ci sono segnali di possibile stagflazione'
"Occorre ridurre in Europa le barriere transfrontaliere per le imprese"
"L'evoluzione del quadro macroeconomico andrà sicuramente monitorata, ma al momento non vi sono segnali che facciano pensare a uno scenario di possibile stagflazione". Lo afferma Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, al Sussidiario, portale vicino a Cl, anticipando alcuni dei temi dei quali parlerà oggi al Meeting di Rimini. Per Cipollone resta il problema, evidenziato da Mario Draghi ed Enrico Letta, della limitata circolazione dei beni all'interno del mercato europeo: "Prima di pensare a qualunque altra misura, occorre cominciare a sfruttare appieno le potenzialità già esistenti, riducendo le barriere all'espansione transfrontaliera delle imprese, in modo che in un mercato di 450 milioni di consumatori fra i più ricchi al mondo possano emergere dei campioni dotati di una scala di produzione adeguata alla concorrenza internazionale". Quanto all'aumento dei prezzi, legato alla crisi dello Stretto di Hormuz, Cipollone ha ricordato: "Le banche centrali non possono fare molto contro il rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche, ma possono garantire che questi aumenti non si rifletteranno sulle aspettative di inflazione di medio termine. Possono cioè ancorare le aspettative in modo che gli operatori economici sappiano che, al di là delle oscillazioni temporanee, l'inflazione tornerà al 2%, che il quadro macroeconomico verrà stabilizzato, e possano quindi pianificare le loro attività".
T.Vitorino--PC