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Pichetto Fratin, di fronte a cambiamento clima accelerare su opere e gestione idrica
"Fare in fretta, anche a scapito del dibattito".Il 29 il Forum euromediterraneo sull'acqua
La gestione delle risorse idriche in Italia è migliorata ma di fronte al cambiamento climatico è necessario accelerare sulla realizzazione degli interventi. Così il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin durante un ANSAincontra dedicato al Forum euromediterraneo sull'acqua che si svolgerà a Roma dal 29 settembre. Ad intervenire, con il ministro, Maria Spena, presidente del Comitato One Water Forum Euro Mediterraneo dell'Acqua 2026 e Simonetta Giordani, segretaria generale dell'Associazione Civita. Sul fronte della gestione il ministro ha spiegato che con il cambiamento climatico anche un paese come l'Italia che era considerato ricco di acqua deve arrivare a creare una condizione di efficienza a livello di sistema: "sono stati fatti passi avanti importanti, ma abbiamo ancora livelli di spreco molto alti, anche se sul fronte dei gestori 15 anni fa ce ne erano 7-8 mila, 4-5 anni fa erano ancora oltre 2.300 ed oggi siamo sotto i 1.000, un percorso in progress ma non siamo ancora all'ottimo". Il ministro ha poi sottolineato l'importanza di una maggiore consapevolezza della necessità di adattare il territorio con opere e interventi di fronte al cambiamento climatico: "anche - ha sottolineato- a scapito del dibattito, a scapito della consultazione eccessiva a scapito di di un eccesso di ricorsi per ogni per ogni tema; consapevolezza prima di tutto, da parte dei cittadini e degli amministratori, e quindi determinazione e coraggio di fare azioni, perché governare vuol dire anche avere il coraggio di fare azioni e il coraggio di fare azioni significa anche talvolta fare scelte che non sono popolarissime". Anche perchè, ha sottolineato Maria Spena, il Forum euromediterraneo di fine settembre con la partecipazione di 43 Paesi sarà l'occasione "per prendere degli impegni a livello istituzionale rispetto alla governance, all'innovazione e soprattutto alla cooperazione per la gestione delle risorse idriche".Perchè, ha ricordato Spena, ci sono ancora 180 milioni di persone nell'area, soprattutto tra Nord Africa e Medio Oriente, che ancora non hanno accesso all'acqua potabile. E visto anche, ha ribadito, L'importanza del ruolo della blu economy nel nostro Paese: " l'11% e qualcosa in più di PIL, un milione e più di addetti ai lavori". Durante la tre giorni a Roma anche un CEO Water Summit con vertici delle imprese più rappresentative della filiera idrica per trovare soluzioni condivise per un uso razionale dell'acqua nell'ambito dell'industria e delle imprese. Con un occhio attento alla tecnologia e alla digitalizzazione e quindi al modello di collaborazione pubblico-privato per un sviluppo sostenibile servizio del miglioramento della qualità della vita, come ha spiegato Simonetta Giordani: "L'Italia attraverso la propria storia, la propria bellezza e la capacità anche di eccellere nel campo dell'innovazione tecnologica, potrebbe candidarsi ad essere il posto più attrattivo al mondo grazie anche alle eccellenze nel comparto produttivo, al numero incredibile di brevetti e alla grande tradizione di ingegneria idraulica", ha detto."L'innovazione è la chiave abbinata alla nostra memoria, alla nostra tradizione storica per guardare con entusiasmo e con positività al futuro".
M.A.Vaz--PC