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Pozzo (Confindustria Udine), come per il sisma in Friuli siamo a passaggio epocale
'Serve Patto di corresponsabilità. Le difficoltà possono diventare opportunità'
A 50 anni dal devastante terremoto del Friuli, "siamo nuovamente di fronte a un passaggio epocale. Non a un terremoto della terra, ma a un terremoto della storia economica, a "trasformazioni profonde che stanno ridisegnando il nostro sistema produttivo". Dunque, "serve un grande Patto di corresponsabilità. Confindustria Udine vuole esserci, come allora, non soltanto come voce degli industriali, ma come soggetto capace di proporre, mettere insieme e costruire una visione comune per il futuro del territorio". Lo ha detto il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, aprendo il convegno "Prima le fabbriche", organizzato proprio da Confindustria Udine in occasione dei 50 anni del terremoto del Friuli. Pozzo ha indicato le trasformazioni in "post-globalizzazione, i conflitti, la crescente pressione dei prodotti asiatici, le catene di fornitura sempre più fragili, le tensioni sui costi energetici, la frammentazione commerciale, la doppia transizione tecnologica e ambientale, l'intelligenza artificiale". Dunque, se "la lezione del 1976 è chiara e ancora attuale" e cioè "anche di fronte a cambiamenti radicali, le difficoltà possono diventare opportunità, se affrontate con un sistema forte, coeso e capace di guardare oltre l'emergenza", lo stesso deve avvenire oggi. Pozzo ha sintetizzato i danni causati dal sisma del 1976, non a caso il convegno si svolge nella zona industriale di Osoppo nello stabilimento Fantoni, una delle aree maggiormente colpite dal terremoto.
O.Salvador--PC