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Flotta navale commerciale italiana nel 2026 scende a quinto posto nell'Ue
De Molli (Teha), 'a causa di complessità normative e processi onerosi'
Con 1.132 unità navali commerciali battenti bandiera nazionale, l'Italia nel 2026 scivola al quinto posto, dal secondo nel 2025, per 'ampiezza' della flotta navale nell'Unione Europea, dietro a Paesi come Malta con 1.968 navi, Portogallo con 1.296, Paesi Bassi con 1.190 e Grecia con 1.170 unità registrate. Sono i dati emersi dal 'Libro Blu' presentato dall'amministratore delegato di The European House - Ambrosetti e Teha Group, Valerio De Molli, alla quarta edizione del forum 'Risorsa Mare', organizzato da Teha Group in collaborazione con il ministero per le Politiche del mare, all'auditorium dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, a La Spezia. "L'Italia, pur rappresentando il 2,8% della flotta mondiale, ha registrato un calo del 2,3% medio annuo nell'ultimo decennio, anche a causa di complessità normative e processi di iscrizione considerati onerosi nel confronto internazionale - segnala De Molli -. Il divario assume ancora maggiore rilevanza considerando l'andamento dell'ultimo decennio: l'Italia registra il valore indice più basso, all'80,9, tra i cinque principali Paesi Europei, con il Portogallo che nello stesso periodo raggiunge un valore indice pari a 259,7". "La flotta commerciale battente bandiera italiana continua a rappresentare un elemento strategico dell'industria armatoriale nazionale, - ricorda De Molli - ma negli ultimi anni ha registrato una progressiva contrazione. Il mantenimento di una flotta nazionale rilevante genera benefici che vanno oltre la sola dimensione economica. Più navi battenti bandiera italiana significano, infatti, maggiore presidio nazionale sul mare e maggiore competitività del sistema armatoriale, contribuendo al mantenimento di occupazione, circa 145mila occupati, e competenze marittime". "La presenza di una flotta nazionale - ha concluso l'ad di Teha - contribuisce inoltre a radicare in Italia attività ad alto valore aggiunto collegate all'armamento, quali la gestione tecnica e commerciale, i servizi assicurativi e legali, le certificazioni e la formazione, rafforzando nel complesso il cluster marittimo nazionale".
J.Pereira--PC