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La riforma del lavoro di Milei al voto alla Camera in un clima di tensione
Confermato lo sciopero generale, forti misure di sicurezza di fronte al Congresso
La riforma del lavoro del governo ultraliberista argentino di Javier Milei sarà sottoposta domani al voto della Camera in un clima di profonda tensione, con i sindacati che hanno confermato uno sciopero generale di 24 ore. L'esecutivo è riuscito oggi a riunire la maggioranza sufficiente a convocare la sessione dei deputati a costo tuttavia di dover stralciare il polemico articolo 44 che imponeva un drastico retrocesso delle retribuzioni in caso di malattia. La modifica fa sì che nonostante l'eventuale approvazione della Camera in seconda lettura il testo dovrà essere sottoposto ad ogni modo successivamente ad una ulteriore revisione da parte del Senato. La riforma, oltre a flessibilizzare i contratti di lavoro, mira a semplificare i licenziamenti e a ridurre gli indennizzi. Il governo sostiene che in questo modo si favoriranno nuove contrattazioni e la riduzione del lavoro nero, attualmente attestato al 43%, mentre opposizione e sindacati denunciano una drastica precarizzazione delle condizioni di lavoro oltre alla perdita di diritti acquisiti. Dopo gli scontri avvenuti in occasione della prima votazione in Senato, l'esecutivo ha predisposto forti misure di sicurezza attorno al Parlamento per fare fronte a eventuali nuovi incidenti nel corso della manifestazione di protesta convocata dalle organizzazioni di sinistra.
V.F.Barreira--PC