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Egitto ed Eritrea, sicurezza del mar Rosso spetta solo agli Stati costieri
Il Cairo, 'la stabilità nel Corno d'Africa è un'estensione di quella egiziana'
L'Egitto e l'Eritrea hanno ribadito che "la sicurezza e la gestione del Mar Rosso sono di esclusiva competenza dei rispettivi Stati costieri, respingendo i tentativi di Paesi non rivieraschi di imporre ruoli di sicurezza o di garantire l'accesso marittimo in violazione del diritto internazionale". E' quanto emerso dai colloqui svolti al Cairo tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, e quello eritreo Osman Saleh, entrambi allarmati dalle crescenti pressioni dell'Etiopia, che cerca da tempo uno sbocco sul Mar Rosso, e impegnati a realizzare un nuovo corridoio marittimo. Abdelatty ha ribadito il pieno sostegno dell'Egitto all'Eritrea nella salvaguardia della sua sovranità e ha espresso l'interesse ad incrementare gli scambi commerciali bilaterali, a promuovere investimenti congiunti e ad ampliare la partecipazione delle imprese private egiziane al mercato eritreo. I due ministri hanno quindi analizzato la situazione nel Corno d'Africa, che l'Egitto considera "un'estensione diretta della sicurezza nazionale egiziana". Negli ultimi anni, Egitto ed Eritrea hanno intensificato il coordinamento politico, economico e di sicurezza a causa dell'instabilità in Sudan e Somalia, della crescente competizione geopolitica nel Corno d'Africa e delle minacce alla navigazione nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab el-Mandab. L'8 giugno scorso il presidente eritreo Isaias Afwerki ha incontrato al Cairo il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi. Poco prima, a maggio, Egitto ed Eritrea hanno firmato un accordo sul trasporto marittimo che prevede un collegamento marittimo regolare tra i porti egiziani ed eritrei del Mar Rosso, potenzialmente riducendo i costi di trasporto e rafforzando la cooperazione.
M.Carneiro--PC