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Arrestato il principale sospettato per il rogo con più vittime in Cile
È un 39enne con precedenti. Finora 21 morti, restano attivi 18 incendi
La Procura cilena ha annunciato l'arresto di tre persone, tra cui il principale sospettato di aver dato il via agli incendi boschivi che hanno causato caos e morti nel sud del Paese. Si tratta di un uomo di 39 anni con precedenti penali considerato il diretto responsabile del rogo che ha provocato la maggior parte delle vittime nella regione del Bío Bío, secondo la procuratrice regionale Marcela Cartagena. I pompieri intanto continuano a combattere le fiamme dallo scorso fine settimana, con almeno 18 roghi attivi attualmente ad Araucanía, Ñuble e Biobío. Almeno 21 persone sono morte e altre 20.000 sono state colpite dalla catastrofe ambientale. La popolazione locale attribuisce gli incendi a cause dolose. Il caso evoca la tragedia del febbraio 2014, quando diversi incendi scoppiarono nei pressi di Viña del Mar, a 110 chilometri da Santiago, provocando 138 vittime. Successive le indagini stabilirono che vigili del fuoco e brigate forestali avevano appiccato intenzionalmente il fuoco utilizzando ordigni incendiari per creare emergenze su larga scala. Nove persone sono state incriminate in relazione a quel megaincendio, considerato il più mortale nella storia cilena.
Nogueira--PC