Malan (FdI) sul Convid, Conte faccia tosta, il governo limita i suoi danni
Malan (FdI) sul Convid, Conte faccia tosta, il governo limita i suoi danni

Malan (FdI) sul Convid, Conte faccia tosta, il governo limita i suoi danni

'La transazione ha fatto risparmiare ai cittadini'

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"È incredibile la faccia tosta dell'opposizione, Giuseppe Conte in testa, nel mostrarsi scandalizzata per la transazione da 100 milioni con cui il ministro Schillaci ha risolto la condanna a pagare oltre 250 milioni di danni per via di un contratto di fornitura di mascherine interrotto dalla struttura di emergenza guidata da Domenico Arcuri, nominato con amplissimi poteri dall'allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte". Così in una nota Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d'Italia e componente della commissione Covid. "La ragione, o il pretesto, della chiusura del contratto era la presunta inidoneità delle mascherine, la cui certificazione era invece stata regolarmente inviata ma, 'per una svista', non inoltrata da Antonio Fabbrocini, vice di Arcuri e responsabile unico del procedimento, che finora si è sempre sottratto a un'audizione nella commissione di inchiesta. Insomma, il Tribunale di Roma aveva stabilito che a causa della mala gestione della struttura nominata da Conte, si dovevano pagare oltre 250 milioni. La transazione, attuata con il parere favorevole dell'Avvocatura dello Stato e della Corte dei Conti, ha fatto risparmiare ai contribuenti oltre 150 milioni. Una vicenda di cui Conte, con i suoi amici come Arcuri che lo stesso ex premier ha detto di vedere spesso ancora oggi, dovrebbero quanto meno chiedere scusa anziché avere l'incredibile faccia tosta di incolpare chi vi sta ponendo rimedio. Giova ricordare che, mentre le mascherine del tutto idonee della Jc Electronics restavano sequestrate, la stessa struttura commissariale buttava un miliardo e 250 milioni per comprare mascherine, non a norma e rischiose per la salute, da società cinesi costituite cinque giorni prima che venivano pagate in anticipo. Se poi aggiungiamo che la società fornitrice di mascherine regolari aveva rifiutato di pagare una presunta consulenza del 10% all'avvocato Di Donna, che spendeva il nome di Conte per avvicinare gli imprenditori e proporre la sua intermediazione, si capisce perché a sinistra ci sia molto nervosismo e si cerchi di intorbidire alle acque con accuse senza senso", conclude.

C.Amaral--PC