-
Demolizione di San Siro, prosegue il confronto sul futuro dell’area
-
Richiamo filetti di tonno surgelato In's per istamina
-
Milano, il bilocale guida la domanda immobiliare con il 44,7 per cento
-
Manovra 2027: proroga bonus edilizi, ecobonus e nuove regole per gli affitti
-
Antonelli campione del mondo, una stagione costruita senza ambiguità
-
Sinner celebra Antonelli dopo il titolo mondiale conquistato in Formula 1
-
Mercati europei in calo per tensioni Iran-Midterm e risultati tech
-
Supermercati europei nel mirino degli hacker, verifiche sugli impianti italiani
-
Tensione in una moschea di Modena durante un servizio di Fuori dal Coro
-
Midterm negli Stati Uniti, al voto anche 147 referendum statali
-
Cyberattacco ai sistemi frigoriferi dei supermercati, colpita anche l’Italia
-
È morto Giovanni Gentile, editore e presidente della casa editrice Le Lettere
-
Amburgo, occupato il campus dopo le proteste: intervengono reparti speciali
Scoperti con l'IA nuovi antibiotici dai microbi più antichi
Negli Archaea, organismi sopravvissuti per miliardi di anni
Usare l'Intelligenza Artificiale per scoprire nuove innovative forme di antibiotico nel mondo dei microbi più antichi del pianeta, gli Archaea che vivono in ambienti estremi. A muovere i primi passi in questa direzione è lo studio guidato da César de la Fuente, dell'Università della Pennsylvania, pubblicato su Nature Microbiology. Distinti sia dai batteri che dagli eucarioti, il dominio che include piante, animali e funghi, gli Arachaea è un variegato insieme di microrganismi che differiscono dagli altri organismi a livello genetico, nelle membrane cellulari e nella biochimica. Differenze che rendono loro possibile sopravvivere in alcuni degli ambienti più estremi della Terra, dalle sorgenti sottomarine termali oppure usare forme di energia come l'idrogeno. Gli Archaea sono evoluti in modi completamente differenti e ciò li rende una fonte in gran parte inutilizzata per trovare nuove possibile molecole utili in ambito medico, in particolare antibiotici. "Ci siamo avvicinati agli Archaea perché hanno dovuto sviluppare difese biochimiche in ambienti insoliti", ha detto Marcelo Torres, uno dei ricercatori coinvolti nello studio. "Se sono sopravvissuti per miliardi di anni in quelle condizioni, forse hanno sviluppato modi unici per combattere i concorrenti microbici, e forse potremmo imparare da loro". Per capirlo i ricercatori si sono aiutati usando una specifica IA e analizzato sequenze genetiche di 233 specie di Archaea da cui hanno identificato oltre 12.000 candidati antibiotici. Alcune di queste molecole che sono state rinominate 'archaeasine' sono poi testate con successo in colture batteriche. Molecole che sembrano attaccare i batteri in modi differenti rispetto agli antibiotici noti finora. I prossimi passi dei ricercatori saranno quelli di eseguire test su modelli animali e parallelamente proseguire, migliorando anche il modello di IA, la ricerca di nuove molecole. "Questo è solo l'inizio - ha detto de la Fuente - gli Archaea sono una delle forme di vita più antiche e hanno chiaramente molto da insegnarci su come superare in astuzia i patogeni che affrontiamo oggi".
R.J.Fidalgo--PC