Fondazione Pezzoli, giudici confermano legame esposizione trielina con Parkinson

Fondazione Pezzoli, giudici confermano legame esposizione trielina con Parkinson

'Sentenza storica in procedimento riguardante ex operaie della Lebole'

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La corte d'appello di Firenze, respingendo il ricorso dell'Inail, ha di recente confermato una sentenza del tribunale di Arezzo riconoscendo il legame tra esposizione professionale alla trielina e la malattia di Parkinson per alcune ex operaie della Lebole. Lo riferisce la Fondazione Pezzoli per la malattia di Parkinson-Ets, che parla di "sentenza storica" e ricorda il ruolo "fondamentale" avuto nel procedimento "sul piano scientifico e di consulenza "in tribunale, mettendo a disposizione l'esperienza maturata in oltre tre decenni di ricerca indipendente sul rapporto tra esposizioni ambientali, solventi industriali e malattie neurodegenerative". "La sentenza della corte d'appello di Firenze non parla solo di giustizia, ma anche del valore della ricerca scientifica - commenta Gianni Pezzoli, presidente della Fondazione e già direttore del Centro Parkinson dell'Asst Gaetano Pini-Cto di Milano -. Già nel 2000 un nostro primo lavoro aveva fatto emergere alcune delle prime evidenze scientifiche sul possibile legame tra esposizione a idrocarburi solventi e malattia di Parkinson". Negli anni successivi, altri studi internazionali hanno rafforzato l'attenzione sul tricloroetilene (o trielina), solvente utilizzato per decenni nello sgrassaggio dei metalli, nell'industria tessile, nel lavaggio a secco e in altri processi industriali, ma più comunemente impiegato anche nelle case per smacchiare i vestiti. Oggi la trielina è classificata dallo Iarc come cancerogeno certo per l'uomo e diversi studi hanno acceso l'attenzione anche sui possibili effetti neurologici associati all'esposizione prolungata.

Nogueira--PC