-
Veneto, variazione di bilancio da 48,8 milioni per infrastrutture e servizi
-
Electrolux, accordo al Mimit: esuberi ridotti a 902 e nuovi investimenti
-
Curling, Trentino Spiller sfiora l’oro e l’Italia conquista l’argento a Ostrava
-
Its Veneto, occupazione all’89 per cento ma calano giovani e risorse
-
Sicurezza stradale: il linguaggio che deresponsabilizza chi guida
-
L’ondata democratica riconquista il Congresso e ridisegna gli equilibri negli Stati Uniti
-
El-Sayed vince in Michigan e rafforza la svolta a sinistra dei democratici
-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
'Si gioca troppo', anche l'Assocalciatori contro la Fifa
L'Aic si unisce ad azione legale sindacati inglese e francese
Anche l'Associazione italiana calciatori (Aic) si schiera contro la Fifa, sottolineando che si gioca troppo e che va ridotto il numero delle partite. E quindi non è affatto una buona idea quella del Mondiale per club a 32 squadre che dovrebbe svolgersi il prossimo anno negli Usa. Così, con una nota ufficiale, l'Aic ha presentato ricorso contro il calendario della Fifa e le troppe partite internazionali in programma. "In un ricorso legale coordinato da Fifpro Europe, il sindacato dei calciatori inglesi e il sindacato dei calciatori francesi, hanno avviato un'azione legale contro la Fifa - è scritto nel comunicato -, contestando la legittimità delle decisioni di fissare unilateralmente il calendario delle partite internazionali e, in particolare, la decisione di creare e programmare la Coppa del Mondo per Club Fifa 2025". "Il sindacato dei calciatori italiani, Aic - continua la niota -, ha deciso di unirsi a questo ricorso legale contro la Fifa presso il tribunale del commercio di Bruxelles. Infatti, i membri dell'Aic, che giocano nei club italiani, affrontano la stessa realtà impraticabile dei loro colleghi francesi e inglesi: questa problematica è, per sua natura, paneuropea e persino globale". Nel comunicato viene poi sottolineato che "i sindacati dei calciatori ritengono che questa decisione violi i diritti dei calciatori e dei loro sindacati sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Ue e dal diritto della concorrenza. I calciatori e i loro sindacati hanno costantemente evidenziato che l'attuale calendario calcistico è sovraccarico e impraticabile". Da parte sua Umberto Calcagno, il presidente dell'Associazione Calciatori, evidenzia che "da anni l'Aic, insieme a Fifpro, sta portando avanti una battaglia contro l'attività agonistica esasperata. I top player, impegnati con i club nelle competizioni nazionali e internazionali, arrivano a disputare fino a 70 partite all'anno - precisa Calcagno - percorrendo più di 90mila chilometri per gli spostamenti. È evidente che non si può immaginare di continuare con questi ritmi".
A.Santos--PC