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Presidenza arbitri, Massini si candida 'riforme e autonomia economica'
Vicepresidente vicario dell'Aia: 'Non una rivoluzione, consolidiamo ciò che funziona'
«Ho deciso di candidarmi alla presidenza dell'Associazione Italiana Arbitri. Lo faccio con un programma fondato su obiettivi chiari: autonomia economica, professionalizzazione degli arbitri di vertice, riforme regolamentari, centralità delle Sezioni e una governance moderna, trasparente, partecipata e sempre più vicina agli Associati». È quanto afferma in una dichiarazione all'ANSA, Francesco Massini, vicepresidente vicario dell'Aia, annunciando la propria candidatura alla presidenza dell'Associazione. Le elezioni si terranno il prossimo 10 ottobre con l'assemblea generale. «Il nostro programma - spiega Massini, primo a candidarsi alla presidenza dell'Aia - nasce da una convinzione precisa: non abbiamo bisogno di promettere rivoluzioni, ma di costruire un'evoluzione concreta e coraggiosa. Dobbiamo consolidare ciò che ha funzionato, correggere ciò che può essere migliorato e avere il coraggio di cambiare ciò che non ha dato i risultati che ci aspettavamo». «Siamo arbitri - prosegue - e conosciamo bene il valore del lavoro, della competenza e della capacità di affrontare gli ostacoli senza cercare scorciatoie. Per questo vogliamo costruire un'Associazione più forte, più moderna e più coesa, nella quale ogni associato possa sentirsi parte di un progetto comune». «La nostra priorità sarà l'unità dell'Aia. Unità non significa uniformità, ma capacità di riconoscersi in valori comuni, di ascoltarsi e di lavorare insieme. È l'architrave sulla quale si fonda la nostra autonomia ed è inseparabile dalla nostra indipendenza, principi che intendiamo difendere con determinazione», afferma Massini. «Nei prossimi giorni presenterò la squadra: donne e uomini che mettono e continueranno a mettere a disposizione dell'Associazione energia, passione, esperienza, competenza e professionalità. Una squadra - conclude Massini - che sappia unire continuità e rinnovamento, valorizzando quanto di buono è stato costruito e guardando con ambizione alle sfide che ci attendono. È da qui che intendiamo ripartire».
S.Caetano--PC