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Nel Dna delle cellule persistono per anni danni non riparati
La scoperta cambia il modo di considerare mutazioni e tumori
I danni al Dna non vengono sempre riparati dalle cellule: alcuni persistono per mesi e addirittura per anni, aumentando il rischio di mutazioni dannose che possono causare tumori. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Nature dai ricercatori del Wellcome Sanger Institute nel Regno Unito. Col passare del tempo le cellule del nostro organismo accumulano errori nel genoma: sono mutazioni, veri e propri errori di ortografia nel libro della vita, dove una 'lettera' (una base azotata del Dna) viene per sbaglio sostituita con un'altra. Il danno al Dna, invece, è un'alterazione chimica che macchia una 'lettera' rendendola irriconoscibile. Il danno può dunque determinare un'errata lettura e copiatura del Dna durante la divisione cellulare, introducendo mutazioni permanenti che aumentano il rischio di tumori. Di solito, il danno al Dna viene rapidamente scovato e sistemato dai meccanismi di riparazione delle cellule, ma questo non accade sempre. I ricercatori britannici lo hanno scoperto studiando le staminali del sangue, le cellule del fegato e dell'epitelio dei bronchi di 89 persone. Dalla ricostruzione dell'albero genealogico di queste cellule sono emersi modelli inaspettati di ereditarietà delle mutazioni, dovuti al fatto che alcuni danni al Dna possono persistere non riparati attraverso più cicli di divisione cellulare. Ciò è particolarmente evidente nelle cellule staminali del sangue, dove il 15-20% delle mutazioni deriva da uno specifico tipo di danno al Dna che persiste in media per due o tre anni, e in alcuni casi anche più a lungo. Questo significa che durante la divisione cellulare, ogni volta che la cellula tenta di copiare il Dna danneggiato, può commettere un errore diverso, portando a molteplici mutazioni differenti. I ricercatori concludono che, sebbene questi tipi di danno al Dna siano rari, la loro persistenza negli anni può determinare tante mutazioni quanto i danni al Dna più comuni. Una nuova consapevolezza che cambia il modo di considerare le mutazioni e l'evoluzione dei tumori.
X.Brito--PC