-
L’Eredità, polemiche sulle nuove Professoresse e sull’assenza di Greta Zuccarello
-
Armi autonome, fondi e Onu chiedono regole internazionali per i sistemi militari basati sull’IA
-
Midterm Usa, nuovi primati per donne nere, native americane e musulmani
-
Trump dopo il midterm: veto, rimpasto e scontro con il Congresso nei prossimi due anni
-
Conservatori delusi da Trump, il dissenso Maga pesa sul voto di metà mandato
-
Oleshky, la mediazione di Leone XIV apre una tregua per soccorrere i civili
-
Marco Ladisa resta a Trento e punta alla doppia cifra
-
Veneto, variazione di bilancio da 48,8 milioni per infrastrutture e servizi
-
Electrolux, accordo al Mimit: esuberi ridotti a 902 e nuovi investimenti
-
Curling, Trentino Spiller sfiora l’oro e l’Italia conquista l’argento a Ostrava
-
Its Veneto, occupazione all’89 per cento ma calano giovani e risorse
-
Sicurezza stradale: il linguaggio che deresponsabilizza chi guida
-
L’ondata democratica riconquista il Congresso e ridisegna gli equilibri negli Stati Uniti
-
El-Sayed vince in Michigan e rafforza la svolta a sinistra dei democratici
-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
Scoperto un nuovo bersaglio per colpire il tumore al seno
Grazie a uno studio tutto italiano
È stato scoperto un nuovo bersaglio nella lotta al tumore alla mammella, che consente di riattivare la risposta immunitaria e distruggere il tumore: si tratta di particolari cellule del sistema immunitario chiamate linfociti T regolatori, che in condizioni normali mantengono l'equilibrio della risposta immunitaria, ma che possono anche allearsi con il cancro al seno favorendone la progressione e la formazione di metastasi. La scoperta si deve allo studio tutto italiano svolto da ricercatori dell'Istituto per l'Endocrinologia e l'Oncologia Sperimentale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dell'Università Federico II di Napoli, in collaborazione anche con Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale, Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli e Ospedale Antonio Cardarelli. I risultati, pubblicati sulla rivista Science Advances, aggiungono un importante tassello alla comprensione delle complesse interazioni tra il sistema immunitario e il tumore alla mammella, aprendo la strada allo sviluppo di nuove strategie. "I linfociti T regolatori, in breve Treg, svolgono un ruolo cruciale nel decorso dei tumori, e in particolar modo del carcinoma mammario, limitando la risposta immunitaria antitumorale", dice Veronica De Rosa di Cnr-Ieos, che ha coordinato la ricerca insieme a Irene Cantone di Cnr-Ieos e Federico II e Antonio Pezone dell'Università Federico II. "Tuttavia, se i linfociti Treg sono bloccati, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia, ciò potrebbe permettere al sistema immunitario di riattivarsi - afferma De Rosa - per distruggere il tumore. Questo è proprio il principio su cui si basa l'immunoterapia". La messa a punto di una strategia basata sull'eliminazione selettiva di queste cellule è tuttavia molto complessa, poiché i linfociti Treg non sono tutti uguali. Gli autori dello studio hanno però individuato una variante di una proteina, detta FOXP3E2, che viene espressa in maniera particolare dai Treg 'maligni', e che potrebbe dunque fare da bersaglio specifico.
S.Caetano--PC