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Google lancia l'IA progettata per la robotica
E' Gemini Robotics, per eseguire compiti nel mondo reale
Google lancia due modelli di intelligenza artificiale che gettano le basi per una nuova generazione di robot. "Consentono agli esperti di robotica di eseguire i propri programmi utilizzando le capacità di ragionamento di Gemini e ad una varietà di robot di eseguire una gamma di compiti nel mondo reale più ampia che mai", spiega la società. Il primo modello di IA si chiama Gemini Robotics, è un modello avanzato di visione-linguaggio-azione per controllare direttamente i robot; il secondo è Gemini Robotics-ER, un modello di linguaggio visivo con comprensione spaziale avanzata. "Collaboriamo con Apptronik per costruire la prossima generazione di robot umanoidi. Stiamo anche lavorando con un numero selezionato di tester fidati per guidare il futuro di Gemini Robotics-ER", aggiunge Google. Tra questi ci sono Agile Robots, Agility Robots, Boston Dynamics e Enchanted Tools. Gemini Robotics è costruito sulle fondamenta di Gemini 2.0, e "attinge alle sue capacità avanzate di comprensione del linguaggio", "è in grado di comprendere e rispondere a comandi formulati nel linguaggio colloquiale di tutti i giorni". Inoltre, sottolinea Mountain View, "monitora continuamente l'ambiente circostante, rileva cambiamenti e regola le sue azioni di conseguenza. Questo tipo di controllo può aiutare meglio le persone a collaborare con gli assistenti robot in una vasta gamma di contesti, dalla casa al posto di lavoro". Secondo Google permette di assolvere anche a compiti minuziosi come piegare gli origami o incartare uno spuntino. Riguardo il tema della sicurezza, Google afferma che i modelli Gemini Robotics comprendono "se una potenziale azione è sicura o meno da eseguire in un determinato contesto e generare risposte appropriate". La società, infine, sta anche rilasciando un nuovo set di dati per valutare e migliorare la sicurezza semantica nell'intelligenza artificiale e nella robotica: è il set di dati Asimov che "aiuterà i ricercatori a misurare rigorosamente le implicazioni sulla sicurezza delle azioni robotiche negli scenari del mondo reale".
A.Motta--PC