-
Veneto, variazione di bilancio da 48,8 milioni per infrastrutture e servizi
-
Electrolux, accordo al Mimit: esuberi ridotti a 902 e nuovi investimenti
-
Curling, Trentino Spiller sfiora l’oro e l’Italia conquista l’argento a Ostrava
-
Its Veneto, occupazione all’89 per cento ma calano giovani e risorse
-
Sicurezza stradale: il linguaggio che deresponsabilizza chi guida
-
L’ondata democratica riconquista il Congresso e ridisegna gli equilibri negli Stati Uniti
-
El-Sayed vince in Michigan e rafforza la svolta a sinistra dei democratici
-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
Due nuovi esperimenti italiani sulla Stazione spaziale
Per monitorare le radiazioni e la salute cardiovascolare
Con la navetta Crew Dragon agganciata nelle scorse ore alla Stazione spaziale internazionale, sono arrivati in orbita due nuovi esperimenti finanziati dall'Agenzia spaziale italiana: Iris, che monitorerà in tempo reale le radiazioni ricevute dagli astronauti, e Drain Brain 2.0, per la misurazione non invasiva di importanti parametri cardiovascolari. "I risultati contribuiranno ad aumentare la conoscenza dell'ambiente radiativo in cui operano gli astronauti e forniranno indicazioni sull'adattamento del sistema cardiovascolare in condizioni di microgravità", spiega Barbara Negri, responsabile Ufficio Volo Umano e Sperimentazione dell'Asi. "L'ambiente ostile, la lunga durata del viaggio e le radiazioni cosmiche sono fra i principali ostacoli che gli astronauti dovranno affrontare per voli di lunga durata verso la Luna o Marte". L'esperimento Iris, realizzato dall'Istituto nazionale di fisica nucleare - Ttlab insieme all'Università di Bologna, ha come obiettivo quello di monitorare in tempo reale la quantità di radiazioni ionizzanti ricevute durante le attività quotidiane dagli astronauti. Prevede l'utilizzo di dosimetri personali attivi, ovvero sensori realizzati con materiali innovativi che rileveranno e trasmetteranno in tempo reale alla centrale operativa la dose di radiazioni ricevuta da chi li indossa, permettendo di attivare un allarme immediato in caso di sovraesposizione. L'esperimento Drain Brain 2.0, realizzato in collaborazione con l'Università di Ferrara, prevede che gli astronauti indossino uno strumento progettato per rilevare e monitorare in modo non invasivo alcuni importanti parametri per la salute cardiovascolare. Nello specifico, saranno rilevati i segnali di flusso nella vena giugulare e nell'arteria carotide, i vasi principali del cosiddetto asse cuore-cervello. Oltre a valutare l'adattamento fisico degli astronauti all'ambiente spaziale, questo studio potrà avere importanti ricadute anche per l'assistenza sanitaria a distanza delle persone con scompenso cardiaco.
C.Amaral--PC