-
Electrolux, accordo al Mimit: esuberi ridotti a 902 e nuovi investimenti
-
Curling, Trentino Spiller sfiora l’oro e l’Italia conquista l’argento a Ostrava
-
Its Veneto, occupazione all’89 per cento ma calano giovani e risorse
-
Sicurezza stradale: il linguaggio che deresponsabilizza chi guida
-
L’ondata democratica riconquista il Congresso e ridisegna gli equilibri negli Stati Uniti
-
El-Sayed vince in Michigan e rafforza la svolta a sinistra dei democratici
-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
-
Woody Allen, satira e curiosità tra cinema, animali e cultura popolare
-
Paura e consenso politico, il ruolo dei meccanismi psicologici nelle scelte elettorali
Un insetto delle Alpi Cozie entra fra le specie minacciate
Nella Red List per merito di un biologo di Torino
Un insetto che vive in Piemonte rischia l'estinzione. Si tratta del Carabo delle Alpi Cozie (Carabus cychroides), specie scoperta nel 1864 dall'entomologo piemontese Flaminio Baudi di Selve, che oggi è stato inserito nella Lista Rossa delle specie minacciate dell'International Union for Conservation of Nature. Il suo colore metallico verde-bronzeo con le elitre (astuccio che protegge le ali) punteggiate e la forma allungata lo rendono simile a un prezioso monile, motivo per cui è molto apprezzato tra i collezionisti. Ma il suo pregio, oltre all'estetica, è legato agli aspetti naturalistici: si tratta infatti di uno stenoendemismo, cioè di una specie presente in un'area estremamente ristretta. In questo caso alcuni versanti delle valli Susa, Chisone e Germanasca, caratterizzati da ambienti freschi di alta quota tra i 2100 e i 2700 metri sul livello del mare. Complessivamente l'habitat dell'insetto è di appena 250 km quadrati, di cui l'85% all'interno dei territori gestiti dall'Ente parco Alpi Cozie. L'inserimento del Carabo nella lista è merito del biologo dell'Università di Torino Luca Anselmo che ha effettuato una serie di ricerche, tra il 2020 e il 2022, da cui è emerso che i cambiamenti climatici stanno riducendo l'habitat dell'insetto che, di questo passo, potrebbe estinguersi tra il 2050 e il 2090.
A.S.Diogo--PC