-
L’ondata democratica riconquista il Congresso e ridisegna gli equilibri negli Stati Uniti
-
El-Sayed vince in Michigan e rafforza la svolta a sinistra dei democratici
-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
-
Woody Allen, satira e curiosità tra cinema, animali e cultura popolare
-
Paura e consenso politico, il ruolo dei meccanismi psicologici nelle scelte elettorali
-
Il Papa al Verano richiama i potenti davanti alle sofferenze delle guerre
-
Serie A, Lazio in testa e Roma trascinata dai gol di Malen
-
Farmaci confezionati per il singolo paziente, la legge apre il nodo dei costi
-
Michigan, una deputata democratica rompe con il partito e sostiene il candidato repubblicano
-
Memorial Ronchi, Seregno vince il Gold e Garbagnate conquista il Silver
-
Massimo Priviero in concerto a sostegno della Pediatria di Magenta
Pronto il metabot, che sfuma i confini tra materiali e robot
Risponde ai comandi ma è privo di motore
Può espandersi, assumere nuove forme, muoversi e rispondere ai comandi, eppure è del tutto privo di motore e ingranaggi: è il metabot, una struttura che sfuma il confine tra materiali e robot e che ricorda un po' i protagonisti della serie di film Transformers. Messo a punto da ricercatori dell'Università americana di Princeton e descritto sulla rivista Nature, il metabot apre ad applicazioni in moltissimi campi, come dispositivi microscopici in grado di somministrare medicinali in parti specifiche del corpo o di aiutare i chirurghi a riparare ossa e tessuti danneggiati, fino a materiali in grado di assorbire o riflettere la luce a comando, riscaldandosi e raffreddandosi a seconda delle necessità, fino ad applicazioni nell'ingegneria aerospaziale. I ricercatori coordinati da Glaucio Paulino si sono ispirati all'arte giapponese degli origami per progettare un materiale dotato di proprietà nuove e insolite, che dipendono dalla struttura fisica del materiale piuttosto che dalla sua composizione chimica. Gli autori dello studio hanno utilizzato una combinazione di semplici plastiche e di strutture magnetiche realizzate su misura: sono queste che, rispondendo ad un campo magnetico applicato a distanza, conferiscono al metabot la capacità di muoversi e modificarsi. La chiave sta nel fatto che le varie unità delle quali è composto il materiale sono speculari l'una rispetto all'altra, come se fossero immagini riflesse in uno specchio: grazie a questa caratteristica, la struttura può contorcersi, contrarsi, restringersi e compiere altri movimenti molto complessi in risposta a impulsi magnetici molto semplici. "Si può trasformare da materiale a robot - dice Paulino - ed è controllabile tramite un campo magnetico esterno".
G.Teles--PC