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I concetti astratti sono nati per aiutare i legami con gli altri
È necessario farceli spiegare e fidarsi di chi ne sa di più
I concetti e le parole astratti, come ad esempio, il termine 'fantasia', si sono evoluti per favorire i legami e le interazioni sociali con gli altri: per impararne il significato e poterli usare, infatti, è necessario farceli spiegare e affidarci a chi ne sa di più. Lo afferma lo studio italiano della Sapienza Università di Roma e dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, pubblicato sulla rivista Nature Reviews Psychology. I risultati permetteranno di facilitare l'apprendimento nei bambini di concetti astratti, relativi ad esempio alla matematica o ad altri ambiti scientifici, ma anche di investigare il ruolo dei sistemi basati sull'Intelligenza Artificiale come i chatbot, ai quali sempre più persone si rivolgono come fonte di conoscenza. "Ciò che emerge dai dati ottenuti in laboratorio - dice Anna Borghi di Sapienza e Cnr-Istc, che ha guidato lo studio - è che, per imparare e usare i concetti astratti, è essenziale sia parlare con noi stessi sia interagire con gli altri, non solo facendoci spiegare il significato di questi concetti, ma anche negoziando con loro il significato e delegando loro le nostre conoscenze". Inoltre, i ricercatori suggeriscono di distinguere tra concetti astratti vaghi, che non richiedono una conoscenza e una precisione estrema, e concetti determinati, che sono solitamente usati da esperti. "Durante il Covid-19, per esempio, abbiamo sentito molte persone usare concetti come quello di 'crescita esponenziale'", commenta Claudia Mazzuca della Sapienza, co-autrice della ricerca. "In realtà, pur non sapendo bene di che si trattasse, facevamo affidamento su quanto dicevano gli esperti: non tutti devono necessariamente conoscere ogni concetto in modo approfondito - conclude - per poterlo utilizzare".
H.Silva--PC