-
Woody Allen, satira e curiosità tra cinema, animali e cultura popolare
-
Paura e consenso politico, il ruolo dei meccanismi psicologici nelle scelte elettorali
-
Il Papa al Verano richiama i potenti davanti alle sofferenze delle guerre
-
Serie A, Lazio in testa e Roma trascinata dai gol di Malen
-
Farmaci confezionati per il singolo paziente, la legge apre il nodo dei costi
-
Michigan, una deputata democratica rompe con il partito e sostiene il candidato repubblicano
-
Memorial Ronchi, Seregno vince il Gold e Garbagnate conquista il Silver
-
Massimo Priviero in concerto a sostegno della Pediatria di Magenta
-
Demolizione di San Siro, prosegue il confronto sul futuro dell’area
-
Richiamo filetti di tonno surgelato In's per istamina
-
Milano, il bilocale guida la domanda immobiliare con il 44,7 per cento
-
Manovra 2027: proroga bonus edilizi, ecobonus e nuove regole per gli affitti
-
Antonelli campione del mondo, una stagione costruita senza ambiguità
-
Sinner celebra Antonelli dopo il titolo mondiale conquistato in Formula 1
-
Mercati europei in calo per tensioni Iran-Midterm e risultati tech
-
Supermercati europei nel mirino degli hacker, verifiche sugli impianti italiani
-
Tensione in una moschea di Modena durante un servizio di Fuori dal Coro
-
Midterm negli Stati Uniti, al voto anche 147 referendum statali
-
Cyberattacco ai sistemi frigoriferi dei supermercati, colpita anche l’Italia
-
È morto Giovanni Gentile, editore e presidente della casa editrice Le Lettere
-
Amburgo, occupato il campus dopo le proteste: intervengono reparti speciali
Il Dna estratto dal tartaro svela il volto dell'uomo di Denisova
Ha permesso di attribuire alla specie il suo primo cranio
Arcate sopracciliari molto prominenti e un cervello grande quanto quello degli esseri umani moderni e dei Neanderthal: il volto dell'uomo di Denisova comincia a prendere forma, svelato per la prima volta grazie al tartaro, cioè placca dentale mineralizzata. Da questi piccoli residui rimasti sui denti di un cranio quasi completo scoperto diversi anni fa in Cina, è stato infatti possibile estrarre Dna mitocondriale, quello che si tramanda solo per via materna, e il risultato non lascia dubbi: il cranio, datato a circa 146mila anni fa, appartiene alla stessa specie identificata per la prima volta nel 2010 da un piccolo frammento di dito rinvenuto in una grotta siberiana, e mette così fine a 15 anni di speculazioni sull'aspetto dei Denisoviani. Il successo è stato pubblicato in due studi sulle riviste Science e Cell guidati dall'Istituto di Paleontologia dei Vertebrati e Paleoantropologia dell'Accademia Cinese delle Scienze, che vedono tra i firmatari anche il Premio Nobel Svante Pääbo. Il cranio, trovato vicino ad Harbin nella Cina Nord-orientale, è stato inizialmente analizzato dai ricercatori guidati da Qiaomei Fu per cercare di estrarre Dna antico da ossa e denti. Il tentativo è stato infruttuoso, ma sono state identificate 95 proteine antiche, tra le quali una in particolare era identica a quella dei resti siberiani. E' la seconda volta, quest'anno, che un fossile denisoviano viene identificato grazie a proteine antiche: era già successo lo scorso aprile con una mandibola trovata a Taiwan. Ma i ricercatori volevano ulteriori prove e hanno così cercato Dna denisoviano tra quello batterico che forma il tartaro, stavolta con successo: le sequenze genetiche identificate, appartenenti a Dna mitocondriale, dimostrano la stretta parentela con i primi Denisoviani della Siberia, vissuti tra 217mila e 187mila anni fa.
L.Torres--PC