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La prima prova di una stella distrutta da una doppia esplosione
Risolto il mistero di lunga data sui meccanismi delle supernovae
Due gusci concentrici attorno ai resti di una supernova costituiscono la prima prova visiva di una stella distrutta da una doppia esplosione: l'immagine, ottenuta grazie al telescopio Vlt dello European Southern Observatory, risolve così il mistero di lunga data sui meccanismi alla base delle supernovae di tipo Ia, fondamentali perché su di esse si basa la nostra conoscenza dell'espansione dell'universo e anche perché rappresentano la principale fonte di ferro sul nostro pianeta. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Nature Astronomy da un gruppo di ricercatori guidato dall'Università australiana del Nuovo Galles del Sud e dall'Istituto tedesco di studi teorici di Heidelberg. La maggior parte delle supernovae risulta dalla morte esplosiva di stelle massicce, ma quelle di tipo Ia hanno origine da oggetti più piccoli di dimensioni simili al Sole, le nane bianche. Finora, la teoria più consolidata indicava una singola esplosione, dovuta all'accumulo di materia da una stella compagna fino a raggiungere una massa critica. Ora, i ricercatori guidati da Priyam Das di entrambi gli istituti e Ivo Seitenzahl di quello tedesco hanno ottenuto la prova che, almeno in alcuni casi, la detonazione è doppia: la nana bianca forma attorno a sé una coltre di elio, rubato alla compagna, che può diventare instabile e incendiarsi. Questa prima esplosione genera un'onda d'urto che innesca una seconda detonazione nel nucleo della stella, la quale infine genera la supernova. La 'firma' di questa duplice esplosione è stata individuata nei due diversi gusci formati da calcio che sono rimasti attorno all'astro ormai distrutto, indicato con la sigla SNR 0509-67.5. "Questa prova tangibile di una doppia detonazione non solo contribuisce a risolvere un mistero di lunga data - commenta Das - ma offre anche uno spettacolo visivo".
C.Amaral--PC