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Scoperti i geni che ci permettono di camminare eretti
Hanno modellato il bacino umano in due fasi evolutive
Identificati i due cambiamenti genetici chiave che hanno rimodellato il bacino permettendo ai nostri antenati di diventare bipedi e camminare in posizione eretta: la scoperta è pubblicata su Nature dai ricercatori della Harvard University. Lo studio si basa sull'analisi di 128 campioni di tessuti embrionali di esseri umani e di quasi due dozzine di altre specie di primati provenienti da musei europei e statunitensi. Sono stati esaminati anche tessuti embrionali umani raccolti dal Birth Defects Research Laboratory dell'Università di Washington. I ricercatori hanno eseguito Tac e analizzato la struttura microscopica dei tessuti per rivelare l'anatomia del bacino durante le prime fasi dello sviluppo. I risultati dimostrano che l'evoluzione ha rimodellato il bacino umano in due fasi: innanzitutto ha spostato una placca di accrescimento di 90 gradi, rendendo l'ileo umano largo invece che alto; successivamente, ha alterato la sequenza temporale della formazione ossea nell'embrione, ritardando di 16 settimane l'ossificazione nella parte interna delle ossa iliache. Grazie ad analisi molecolari su singole cellule, i ricercatori hanno identificato più di 300 geni coinvolti in questi cambiamenti, tra cui tre con ruoli di rilievo: i geni Sox9 e Pth1r, che controllano lo spostamento della placca di accrescimento, e RUNX2, che guida il cambiamento nell'ossificazione. Lo studio suggerisce che questi cambiamenti siano iniziati con il riorientamento delle placche di accrescimento all'epoca in cui i nostri antenati si sono distinti dalle scimmie africane, tra 5 e 8 milioni di anni fa. I ricercatori ritengono che il bacino sia rimasto un punto caldo del cambiamento evolutivo per milioni di anni e che l'ossificazione ritardata si sia probabilmente verificata negli ultimi 2 milioni di anni.
R.Veloso--PC