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Pianura Padana meno inquinata con antica tecnica agricola
Studio Statale di Milano e Mit pubblicato su Scientific Reports
La Pianura Padana è oggi tra le aree più inquinate d'Europa e uno degli hotspot globali per la concentrazione di gas serra. Eppure, proprio questo territorio potrebbe diventare un laboratorio di sostenibilità ambientale. Infatti, secondo uno studio internazionale condotto dall'Università degli Studi di Milano e dal Massachusetts Institute of Technology (Mit) ripristinare in questa regione la coltura promiscua, un'antica tecnica agricola basata sulla coltivazione di più specie, spesso combinando alberi, cereali, ortaggi e foraggi, sullo stesso campo, può contribuire concretamente alla riduzione delle emissioni di CO₂. I ricercatori hanno stimato che, in passato, questo tipo di coltura era in grado di immagazzinare in media oltre 75 tonnellate di carbonio per ettaro. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Scientific Reports, dimostrano che il recupero oggi di questa tecnica agricola potrebbe aumentare la capacità di sequestro del carbonio atmosferico del paesaggio rurale fino al 12%. Un risultato significativo, soprattutto se confrontato con le strategie di afforestazione (cioè la piantumazione di alberi in aree dove non era presente alcuna forma di bosco da almeno 50 anni), che per raggiungere lo stesso obiettivo richiederebbero la conversione in foresta di almeno un quarto delle superfici agricole attualmente coltivate. "Oltre al contributo ecologico, la Coltura Promiscua rappresenta anche un patrimonio culturale e identitario: un paesaggio storico che ha dato forma all'ambiente rurale e alle comunità della Pianura Padana", spiega Filippo Brandolini, Marie Curie Fellow presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università degli Studi di Milano e il Massachusetts Institute of Technology, coordinatore dello studio.
A.S.Diogo--PC
