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Scoperte le onde cerebrali che determinano la percezione del sé corporeo
Possibili applicazioni per protesi e realtà virtuale
E' la frequenza di particolari onde cerebrali, le cosiddette oscillazioni alfa, a regolare la precisione con cui il cervello integra segnali visivi e tattili per percepire il corpo come 'proprio' e distinto dal mondo circostante. Lo dimostra uno studio condotto dai ricercatori del Karolinska Institutet (Svezia) guidati dal ricercatore in neuroscienze cognitive Mariano D'Angelo. I risultati, pubblicati su Nature Communications, potrebbero contribuire allo sviluppo di protesi migliori e di esperienze di realtà virtuale più realistiche, ma non solo. "Abbiamo identificato un processo cerebrale fondamentale che plasma la nostra continua esperienza di essere incarnati", spiega D'Angelo. "I risultati potrebbero fornire nuove informazioni su condizioni psichiatriche come la schizofrenia, in cui il senso di sé è disturbato". Lo studio ha coinvolto un centinaio di volontari che sono stati sottoposti all'esperimento della mano di gomma, un tipico test usato nel campo delle neuroscienze per valutare come il cervello costruisce il senso di possesso del corpo integrando vista e tatto. In pratica, l'esperimento consiste nel nascondere una mano reale del partecipante e posizionare davanti a lui una mano finta, visibile: se viene toccata in modo sincronizzato a quella vera, solitamente il soggetto può arrivare a percepirla la mano di gomma come se fosse propria. I risultati dimostrano che gli individui con frequenze alfa più veloci sono più sensibili al lasso di tempo che intercorre tra il tocco osservato e quello percepito, come se il loro cervello operasse a una risoluzione temporale più elevata con un senso di appartenenza al corpo più preciso. Al contrario, le persone con frequenze alfa più lente hanno una ridotta precisione temporale e di conseguenza una più debole distinzione fra il sé e il mondo esterno. I ricercatori hanno usato anche la stimolazione elettrica cerebrale non invasiva per accelerare o rallentare leggermente le onde alfa dei partecipanti, dimostrando che influisce in modo diretto sulla precisione con cui viene percepito il senso di possesso del corpo. Il dato è stato poi confermato anche dai modelli computazionali.
L.E.Campos--PC