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I bambini che mangiano da soli sviluppano prima il linguaggio
Già ad 1 anno d'età, lo dimostra la ricerca internazionale guidata dall'Italia
Due ambiti dello sviluppo apparentemente distanti, quello dell'alimentazione autonoma e del linguaggio, sono in realtà strettamente legati: i bambini che più spesso mangiano da soli sono quelli che sviluppano prima le loro capacità di comunicazione, con una maggiore quantità di vocalizzazioni e gesti già ad 1 anno d'età. Lo dimostra lo studio internazionale guidato dall'Italia con le Università Tor Vergata e Sapienza di Roma, pubblicato sulla rivista Child Development. La ricerca ha coinvolto quasi 200 bambini e ha visto la partecipazione anche dell'Università Niccolò Cusano di Roma, dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Mangiare in modo autonomo rappresenta una delle tappe evolutive più significative nel percorso di crescita di ogni bambino, ed è un'abilità che viene generalmente acquisita entro il secondo anno e mezzo di vita. "Il momento del pasto non rappresenta solamente un'occasione per soddisfare il bisogno di nutrirsi - afferma Giulia Pecora dell'Università Tor Vergata, che ha guidato i ricercatori insieme a Francesca Bellagamba della Sapienza - ma è un contesto in cui si attivano molteplici processi evolutivi, che coinvolgono lo sviluppo motorio, cognitivo e socio-emotivo del bambino". I risultati dello studio dimostrano, infatti, che incoraggiare l'alimentazione autonoma ha effetti positivi anche sullo sviluppo del linguaggio. "I bambini che imparano precocemente a mangiare in maniera autonoma - sottolinea Bellagamba - hanno più occasioni per manipolare il cibo e affinare le proprie abilità motorie attraverso i movimenti delle mani, e questo si ripercuote anche sulla capacità di comunicare tramite i gesti, cruciale a questa età".
C.Cassis--PC