-
Lollobrigida: dal 4 novembre 500 euro a oltre 1 milione di famiglie
-
Lmdv ci riprova, offerta per acquistare tutte le quote di Delfin
-
Borsa: Europa debole in apertura, Parigi -0,13%, Londra -0,36%
-
Confesercenti: "Allarme caro vita, in questo trimestre a rischio consumi per 1,4 miliardi'
-
Borsa: Asia contrastata, occhi sul voto Usa, Tokyo -0,33%
-
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre in calo sotto i 118 punti
-
L'utile semestrale di Ryanair scivola del 15% a 2,15 miliardi
-
Euro in aumento, scambiato a 1,1187 dollari
-
Il gas scende a 101,45 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
-
Prezzo dell'oro in aumento, Spot scambiato a 3.907 dollari
-
Prezzo del petrolio in calo, Wti scambiato a 100,68 dollari
-
Binance, gli utenti prelevano oltre 3 miliardi di dollari dopo l'attacco hacker
-
'Gli Usa premono per il ripristino delle vendite di gas russo in Ue attraverso l'Ucraina'
-
Mosca, hackerata l'app di allerta per attacchi aerei
-
Zelensky, stop ad attacchi a raffinerie russe se Usa forniscono missili
-
Borsa: Tokyo, apertura in calo (-0,44%)
-
F1: Antonelli; Bezzecchi "Kimi, non vedo l'ora di abbracciarti"
-
Valentino Rossi' Kimi mi assomiglia, diventerà uno dei piloti più forti storia'
-
Hamilton 'persa vittoria per episodio al via, devo parlare seriamente con Leclerc'
Osservata una supernova fallita, è collassata in un buco nero
Aiuterà a capire quali elementi decidono la morte delle stelle massicce
Gli astronomi sono riusciti a osservare in azione una supernova fallita: una stella che, invece di esplodere in maniera spettacolare alla fine della sua vita, è collassata direttamente su sé stessa formando un buco nero. Pubblicata sulla rivista Science e guidata dagli statunitensi Flatiron Institute e Columbia University, si tratta della registrazione più completa mai fatta di questo fenomeno e ha suscitato molto entusiasmo tra i ricercatori: i risultati rappresentano, infatti, una rara opportunità per gettare uno sguardo sulle misteriose origini dei buchi neri e aiuteranno a capire quali sono gli elementi che decidono la morte delle stelle massicce. "Sappiamo da 50 anni che i buchi neri esistono - afferma Kishalay De, che ha guidato lo studio - eppure la nostra comprensione di quali stelle si trasformino in buchi neri e come lo facciano ha appena scalfito la superficie. Questo è l'inizio della storia: la luce proveniente dai detriti che circondano il buco nero appena nato - continua De - sarà visibile per decenni da telescopi come il James Webb, e potrebbe diventare un punto di riferimento per capire come si formano i buchi neri stellari". La stella ora scomparsa, indicata con la sigla M31-2014-DS1, si trova a circa 2,5 milioni di anni luce di distanza, nella vicina galassia di Andromeda. Analizzando le misurazioni effettuate da una serie di telescopi spaziali e terrestri tra il 2005 e il 2023, i ricercatori hanno visto che nel 2014 è iniziata ad aumentare la luce emessa dall'astro negli infrarossi. Due anni dopo, però, si è rapidamente affievolita, scendendo ben al di sotto della sua luminosità originale. Osservazioni più recenti del 2022 e 2023 hanno poi mostrato che la stella è sostanzialmente scomparsa: ora è rilevabile solo nelle lunghezze d'onda del medio infrarosso, dove brilla a un decimo della luminosità di prima. Tale comportamento, confrontato con le previsioni teoriche, fornisce una prova del fatto che il nucleo stellare è collassato in un buco nero.
P.Mira--PC