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Una 'mappa del tesoro' per trovare la gemella della Terra
L'Italia guida la selezione delle stelle per la missione europea Plato
E' pronta la mappa per riuscire a individuare un pianeta sosia della Terra: il consorzio scientifico della missione Plato dell'Agenzia Spaziale Europea ha reso disponibile la lista definitiva delle stelle che il satellite dovrà osservare, chiamata Plato Input Catalog. Si tratta di un passo fondamentale per la missione dell'Esa e un risultato che vede l'Italia in prima linea: lo Space Science Data Center dell'Agenzia Spaziale Italiana ha infatti la responsabilità della realizzazione del Plato Input Catalog, selezionando e caratterizzando le stelle secondo le specifiche dettate dal consorzio internazionale. Senza questa mappa, il satellite non saprebbe dove guardare. L'obiettivo è ambizioso: individuare pianeti rocciosi nella "zona di abitabilità", ovvero alla distanza dalla propria stella che permette l'esistenza di acqua liquida, condizione essenziale per la vita come la conosciamo. Con i suoi 26 telescopi la cui parte opto-meccanica è stata progettata da ricercatori Inaf e realizzata dall'industria italiana, Plato dal 2027 misurerà la luminosità delle 290.000 stelle del Pic ogni 25 secondi, per alcuni anni, osservando un campo di circa 2.200 gradi quadrati (per capire: una ampiezza simile alla porzione di cielo che vedono i nostri occhi) nell'emisfero celeste australe. Il satellite cercherà variazioni di luce impercettibili causate dal passaggio ("transito") di un pianeta davanti alla sua stella. Le stime indicano che nei suoi 4 anni e mezzo di attività, Plato scoprirà almeno 5.000 nuovi esopianeti, di cui circa 500 di dimensioni terrestri. Molti di questi si trovano in zona abitabile. Gli scienziati sono certi che alcuni potrebbero essere proprio i gemelli della Terra.
A.Magalhes--PC