Uno studio valuta cure innovative per bimbi con la malattia di Kawasaki
Uno studio valuta cure innovative per bimbi con la malattia di Kawasaki

Uno studio valuta cure innovative per bimbi con la malattia di Kawasaki

Finanziato da Aifa con 983mila euro, capofila è l'Irccs Burlo Garofolo

Dimensione del testo:

Produrre nuove evidenze scientifiche che possano tradursi in migliori opportunità di cura per i bambini affetti dalla malattia di Kawasaki: è l'obiettivo di una ricerca promossa dall'Irccs materno infantile Burlo Garofolo di Trieste e messa a punto con il contributo dell'Azienda ospedaliera universitaria Irccs Meyer di Firenze e dell'Azienda socio sanitaria territoriale degli Spedali Civili di Brescia. Il progetto, informa una nota, ha ottenuto un finanziamento di 983mila euro dall'Aifa, attraverso il bando di ricerca indipendente sulle malattie rare 2025. "Questo riconoscimento - afferma l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi - premia gli sforzi che la Regione ha messo in gioco per la ricerca, sempre sostenendo il ruolo e la professionalità dei ricercatori. Il loro lavoro è traino per la crescita e l'innovazione, elementi fondamentali per far evolvere l'intero Servizio Sanitario". La ricerca valuterà l'impiego dell'anakinra, un farmaco biologico contro la proteina infiammatoria IL1, come trattamento di prima linea per la patologia, attraverso un approccio innovativo che prevede l'utilizzo di gruppi di controllo costruiti a partire da dati clinici preesistenti e analizzati anche mediante strumenti d'intelligenza artificiale. La malattia di Kawasaki, ricorda la nota, è un'infiammazione che colpisce i vasi sanguigni, principalmente le arterie coronarie, causando patologie cardiache. La cura standard è la terapia con immunoglobuline per via endovenosa, ma il 20-25% dei pazienti presenta resistenza al trattamento, con un conseguente aumento del rischio di complicanze cardiache, anche fatali. L'anakinra, secondo i risultati di recenti studi clinici, rappresenta un'alternativa efficace per ridurre la febbre e prevenire gli aneurismi. L'obiettivo primario dello studio è dimostrare la validità di questa terapia, analizzando anche i livelli di sicurezza, tollerabilità, durata del ricovero ospedaliero e gli esiti clinici complessivi.

F.Santana--PC