-
Calmi o turbolenti, il carattere dei pianeti lo decide la stella
-
Le cellule del tumore del pancreas si travestono per sfuggire ai farmaci
-
La fine del Sistema Solare potrebbe essere più rapida del previsto
-
Tra misteri e paure, 'Quello che resta di noi' al cinema a fine mese
-
Filosa, in Europa eccesso capacità produttiva ma non chiuderemo stabilimenti
-
Festival Verdi, a Parma debutta 'Zenobia Regina' della compositrice Lucia Ronchetti
-
Sofia Panizzi debutta nella musica con "Diluvio" il suo primo singolo
-
A Gattuso il Premio Mediterraneo, 'incarna valori della determinazione'
-
La F1 torna in Africa, 'nei primi anni del 2030' un gp in Ruanda
-
Startech, corteo contro svendita azienda
-
Borsa: l'Europa positiva in attesa delle trimestrali Usa, Milano +0,6%
-
Renault: Provost, 'l'Europa acceleri sull'auto, a rischio l'industria'
-
Forum Civica, da futura P.A. a fratture socio-economiche in Europa
-
Da Grosso a Stroppa, quattro gli esoneri in Serie A
-
Farnesina avvia programma su accessibilità museale
-
Fmi, negli Usa gli interessi sul debito raggiungeranno la spesa sociale
-
F1: Autodromo Nazionale Monza conferma Tre Stelle Fia per la sostenibilità ambientale
-
Venezia, dopo il sesto ko Giovanni Stroppa verso l'esonero
-
Ungheria adotta prima legge che elimina disposizioni anti-Lgbt+ di Orbán
-
Confcom, un terzo delle imprese ha subito un furto con spaccata
-
Borsa: Milano piatta, banche positive. Cedono (-5%) Stm e Technoprobe
-
Borsa: l'Europa parte in tenuta, Londra +0,6%
-
Borsa: Milano apre in leggero aumento, Ftse Mib +0,16%
-
Prezzi carburanti in lieve calo, benzina self a 2,035 euro
-
Il gas parte in leggero rialzo (+0,9%) a 85,1 euro al Megawattora
-
Bulgaria, 'altre due navi colpite nel Mar Nero, inaccettabile'
-
Euro poco mosso, scambiato a 1,1180 dollari
-
Stellantis, nel terzo trimestre 1,3 milioni di consegne (-1%), Europa +10%
-
Prezzo dell'oro in aumento, Spot scambiato a 4.191 dollari
-
Prezzo petrolio in calo, Wti scambiato a 92,45 dollari
-
Fmi, nel 2026 in Italia inflazione al 3,3%, area euro al 3,1%, Usa al 3,6%
-
Monito Fmi, economia mondiale ha retto, ma potrebbe essere al limite
-
++ Il Fmi migliora il Pil dell'Italia, da 0,5% a 0,8% nel 2026 ++
-
L'uragano Simon verso Mazatlán, due vittime in Messico
-
Borsa: Tokyo, apertura in calo (-0,78%)
-
Akkodis porta l'intelligence multilingue nelle gare del Mercedes-AMG PETRONAS Formula One Team
-
Il Torino si sblocca in casa, Udinese battuta 2-1
-
Zelensky, almeno due morti questa sera in attacchi russi a Kiev
-
Il petrolio chiude in rialzo a New York a 93,74 dollari
-
Serie A: Atalanta-Venezia 3-1
-
Champions: Allegri, McTominay sta bene e probabilmente lo farò giocare dall'inizio
-
Champions: Leko, il Bruges vuole fare risultato contro l'Inter
-
Champions: Allegri, giocare a Villareal è sempre complicato
-
Tajani, attacco Trump a Zelensky? Tocca a ucraini scegliere loro presidente
-
Stop alle tutele graduali per l'energia dal 31 marzo 2027, governo valuta proroga
-
Dai suoni sottomarini il battito che rivela la salute del mare
-
Rinascono le Torri dell'Eur a Roma, Cdp completa riqualificazione
-
La mappa delle grandi città del mondo che stanno sprofondando
-
Commissario Ue, 'sull'energia flessibilità già prevista, i conti siano sostenibili'
-
Giorgetti, l'Italia dimostra di saper mantenere impegni, percorso conti è sostenibile
Martha Argerich, 'A che serve la musica? È come l'amore'
La grande pianista protagonista di Elba Isola musicale d'Europa
(di Luciano Fioramonti) "A che serve la musica? È un miracolo, è meravigliosa. È come chiedere a cosa serve l'amore. È lo stesso". Martha Argerich sorride raccontando di aver conosciuto in tutta la sua vita soltanto un giovane di 19 anni che non amava alcun tipo di musica. Poi si fa seria confessando di suonare troppo e di non essere contenta. "In questo periodo non mi fa veramente piacere suonare e viaggiare tanto, è noioso fare sempre le stesse cose. Non so perché lo faccio, ma lo faccio. Sono una persona molto contraddittoria, faccio sempre cose che non ho voglia di fare ma poi facendole mi piacciono. È strano". La grande pianista argentina naturalizzata svizzera è stata protagonista il 3 settembre a Portoferraio di una serata straordinaria al Festival Internazionale Elba Isola Musicale d'Europa con uno struggente Quintetto per due violini, viola violoncello e pianoforte di Schumann e il Concerto per pianoforte, tromba e orchestra d'archi di Shostakovic coronato da una standing ovation dopo il bis dell'ultimo movimento. Una performance spettacolare nel Teatro dei Vigilanti per la star mondiale della tastiera che a 84 anni continua a misurarsi con giovani musicisti e a regalare emozioni. "Sono molto stanca - dice - ho un po' di problemi e non sapevo se sarei riuscita a venire. Sono tornata con piacere all'isola d'Elba". Argerich è ormai alla sua quarta partecipazione al festival creato nel 1997 da George Edelman. L'anno scorso fu lei a inaugurare le due settimane di appuntamenti musicali nel delizioso teatro voluto da Napoleone, riaperto dopo un lungo restauro. "Faceva un caldo terribile. L'acustica non mi convince, non so se dipenda dal pianoforte, ma anche l'anno scorso con un altro strumento l'accordatore fece miracoli". L'artista in azione non si risparmia, affronta i passaggi più difficili con leggerezza e precisione cristallina, applaude i musicisti che l'accompagnano e risponde felice agli applausi del pubblico ma non nasconde il suo cruccio. "È un momento per me un po' strano… non so. Quello che mi interessa adesso è avere un po' di tempo libero e non di essere soltanto la pianista - ammette -. Non ho tanto tempo per me, mi piacerebbe averne di più per fare qualunque cosa, scoprire altre cose ma non so quali. Per questo avrei bisogno di tempo ma ormai sono molto vecchia. È questo che mi rende molto perplessa, non so cosa fare del tempo che rimane". Le piace suonare con musicisti giovanissimi? "Non lo sono tutti, di certo sono più giovani di me - scherza - ma non mi sento una maestra. E non so dire se sento il palco amico. È difficile rispondere". La scelta dei brani proposti in concerto risponde alla sua venerazione per Schumann - "il musicista più vicino alla mia anima'' - e per ricordare i 50 anni dalla morte di Shostakovic, segnato dai suoi problemi con Stalin. "Gli artisti devono impegnarsi. Per tanti è stato così, Toscanini, Pablo Casals…altri no" osserva in proposito alludendo anche a Wilhelm Furtwangler, criticato per le sue simpatie naziste e all' Ode per Napoleone di Arnold Schoenberg, eseguita il giorno prima da un quintetto pianoforte e archi nel quale la figlia Annie Dutoit Argerich è stata la voce recitante del testo di Lord Byron sul potere e la fama effimera. "Byron era deluso da Napoleone. A cosa serve la gloria? - si chiede - Il successo, come Almodovar fa dire a un'attrice in un suo film, non ha odore né sapore. Il successo in ogni campo non è una cosa duratura. L'artista è una persona che non vive non solo sul palcoscenico o soltanto di immagine. Ognuno di noi deve affrontare gli eventi secondo la propria coscienza. Non bisogna dimenticarlo". La musica in questi anni di guerra viene spesso intesa come strumento di dialogo per favorire ponti ma è davvero così? "Sì, è l'espressione di qualcosa che non conosciamo. Non solo la musica classica, parla all'inconscio. Dicono che certe musiche scatenino anche aggressività. Si possono provocare molte cose con la musica. Ha molto potere". Poi accenna di sfuggita: "Sono stata in Israele, ho conosciuto la madre di un giovane ostaggio di 22 anni che suona il pianoforte. Spero che sia ancora vivo". Martha Argerich si illumina quando le si chiede della sua lunga amicizia con Claudio Abbado. "Ho tanti ricordi di lui. Quando l'ho conosciuto ero ancora una bambina. Avevo 14 anni, lui 21 o 22. Eravamo a Salisburgo nel corso di Friedrich Gulda. Era l'allievo migliore della masterclass. Ho fatto il secondo pianoforte con lui in concerto in un brano di Beethoven. A Ginevra ho conosciuto Maurizio Pollini, più giovane di me di soli sei mesi ma non eravamo insieme perché all'epoca gli uomini erano separati dalle donne - sottolinea ridendo -. Ero molto impressionata dal modo di suonare e lui dal mio. Questi artisti mi mancano terribilmente". Il compositore che le sta più a cuore in questo momento? "Beethoven. Quando ero piccola scrissi su uno spartito che era il dio della musica. Lo penso ancora, ma sono un po' politeista. Amo moltissimo Schumann, e mi piacciono tanto anche Shostakovic, Prokofiev, Debussy". L'ex bambina prodigio che cominciò a suonare il pianoforte a tre anni e a studiarlo a cinque a Buenos Aires con il maestro crotonese Vincenzo Scaramuzza si appassiona nel parlare delle giovani promesse della musica. "A Lugano sono stata giudice all'ultimo concorso Jeune Chopin riservato a musicisti fino a 18 anni. Ha vinto una ragazzina italiana di 12 anni, Martina Meola, mamma moldava, papà italiano, abita a Milano. Sono rimasta davvero molto impressionata. È eccezionale. Ha suonato una ballata di Chopin meravigliosamente".
A.F.Rosado--PC
