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Totoleone tra Hind Rajab, Bigelow, Chan-wook e Jarmush
In corsa Frankenstein, per l'Italia La Grazia, Duse e Rosi
(di Francesco Gallo) In un'edizione di livello medio-alto, con molte opere che si collocano in questa fascia, diventa davvero difficile prevedere il palmares di Venezia '82. E questo al di là dei punteggi della critica. Per fortuna che quest'anno c'è 'The Voice of Hind Rajab' con il suo carico politico ed emotivo che mette d'accordo tutti, ma vincerà il Leone d'Oro? I pronostici al Lido sono divisi al cinquanta per cento. Ma la regista tunisina, Kaouther Ben Hania, che ha dato voce a questa bambina di Gaza di cinque anni deve stare tranquilla: porterà a casa un premio. In corsa per i riconoscimenti maggiori i più quotati restano: 'A House of Dynamite' di Kathryn Bigelow che evoca la guerra atomica; il 'Frankenstein' 'bello' di Guillermo Del Toro targato Netflix; 'No Other Choice' di Park Chan-wook con l'originale metodo a base di piombo per sconfiggere la concorrenza lavorativa; 'À pied d'œuvre' di Valerie Donzelli, la precarietà più precaria nel lavoro e, infine, la famiglia senza empatia e con un occhio al portafoglio di Jim Jarmush di 'Father Mother Sister Brother'. Sul fronte Italia, in una giuria forse poco favorevole perché senza rappresentanti italiani e con Alexander Payne come presidente, ci sono comunque possibilità per 'La Grazia' di Paolo Sorrentino, film d'amore e dubbio, per il quale potrebbe correre anche il protagonista Toni Servillo ancora privo di Coppa Volpi; 'Duse' di Pietro Marcello (in pole position Valeria Bruni Tedeschi) e 'Sotto le nuvole' di Gianfranco Rosi che, va detto è il meglio piazzato all'estero. Sempre sul fronte attori in corsa anche Jude Law nei panni di Putin ne 'Il mago del Cremlino' con la sua perfetta camminata da pistolero; Jesse Plemons, ragazzo fuori di testa in 'Bugonia' di Yorgos Lanthimos (in corsa potrebbe esserci anche Emma Stone) e Benjamin Voisin, il Meursault, antieroe super scettico de 'Lo straniero' di Francois Ozon. Per quanto riguarda la miglior attrice, a parte le già citate, da segnalare la mistica settecentesca canterina interpretata da Amanda Seyfried in 'The Testament of Ann Lee' di Mona Fastvold e la straordinaria interprete cinese di 'The Sun Rises On Us All' di Cai Shangjun, melodramma da palmares con la bella Xin Zhilei eroina tragica. Infine, insieme al film cinese, attenzione a Ozon e al suo 'L'etranger' (Lo Straniero), dal capolavoro di Albert Camus, girato in bianco e nero e con la forza di una fotografia così bella da sembrare compiaciuta e il sostegno forte del testo dello scrittore. E che dire poi ancora di 'Begonia'? La critica, per quello che vale, non ha premiato più di tanto questa commedia sci-fi brillante e folle, piena di colpi di scena e con protagonisti Teddy e Don, due giovani nerd fuori di testa e ossessionati dalle teorie del complotto, che a un certo punto rapiscono l'influente Ceo di una grande azienda farmaceutica (rasandola a zero), convinti come sono sia un'aliena decisa a distruggere il pianeta Terra. Nel film dialoghi serrati che non ti mollano.
L.Henrique--PC