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Tom Scott, 77 anni e fiato da vendere
Concerto quasi improvvisato per pochi intimi a Trieste
(di Francesco De Filippo) Avere 77 anni, un passato da leggenda da ricordare e ancora tanto fiato da spingere nel sax e voglia di divertirsi con il jazz. Tom Scott, a Roma per ritirare un premio, è giunto nel pomeriggio a Trieste per un concerto praticamente improvvisato, organizzato dall' amico Fabio Jegher, batterista triestino. Non ha avuto nemmeno il tempo di provare che era già a suonare al Knulp, club piccolo ma colto per tanti musicisti, letterati e appassionati, accolto da una folla stipata. Jegher ha organizzato le cose perbene per il musicista statunitense vincitore di 3 Grammy Awards e diversi Emmy Awrads e il cui nome compare accanto a Paul McCartney, George Harrison, Rod Stewart, Toto, Barbra Streisand, Quincy Jones, Thelonious Monk, The Blues Brothers, Frank Sinatra e Aretha Franklin e si lega alle colonne sonore dei film "Taxi Driver", "Blade Runner", "La conquista del pianeta delle scimmie", "Chi ha incastrato Roger Rabbit?", "Toy Story 2", "Monsters Inc.", "A Star Is Born" e a serie tv tra cui "Starsky & Hutch". Jegher gli ha fatto trovare altri due musicisti di grande livello, il contrabassista Mario Cogno, anche lui triestino, e il chitarrista sloveno Marko Cepak. Chi si aspettava un concerto rilassato di nostalgici vecchietti è stato colto in errore: Tom Scott alternandosi al sax tenore e al sax contralto per oltre due ore ha pompato nell' ancia con furia giovanile estraendo dallo strumento lunghi e impegnativi assoli e fantasiosi fraseggi. "Ho un grande merito - ha esordito Jegher autodefinendosi 'megalomane' - aver portato qui Scott". Che ha cominciato subito con uno standard, "Just friends", per continuare con quello che ha indicato come suo "eroe", Stan Getz, di cui è stata eseguita una toccante bossanova, "Desafinado". Poi ancora brano da lui composto, "Silhouettes" e un lento, intimista "Jive samba". A dispetto della compostezza, Cepak si è espresso con particolare sintonia con Scott in virtuosi assoli e passaggi. Così come il sassofonista estraeva note morbide dai suoi sax, così con leggerezza i polpastrelli del chitarrista scivolavano sulla tastiera della chitarra. Poi Tom sudato e affaticato si lasciava cadere su una sedia e allora tra il rullare ritmico di Jegher, era il turno di Cogno sfrenarsi sul contrabbasso in apprezzati passaggi. Non poteva mancare un tributo a Charlie Parker, e dunque è partita la celebre "Now's the time". Jegher ha appena finito di registrare, in California, il suo ultimo disco, il "rilassante" "Moodlights", dove Tom Scott accompagna con una orchestra sinfonica composizioni del batterista. E' stato a questo lavoro in particolare che è stata dedicata la seconda parte del concerto. Una esibizione notevole all'insegna del grande jazz.
H.Silva--PC