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Baricco e Novecento, applausi al duello di parole e musica
Al Parco della Musica di Roma lo scrittore con Bollani e Rava
(di Luciano Fioramonti) Un uomo nasce negli anni Trenta su una nave e non scende mai, suona il pianoforte e diventa il più grande pianista della sua epoca. Alessandro Baricco racconta così come nacque Novecento, il suo fortunato testo teatrale poi diventato libro, film, fumetto e persino playlist. Da quel testo lo scrittore torinese ha tratto lo spettacolo ''Novecento: il duello'', portato in scena ieri con grande successo al Parco della Musica di Roma per il Romaeuropa Festival, con la partecipazione di due star del jazz, il pianista Stefano Bollani e del trombettista Enrico Rava. Tutto cominciò trenta anni fa, ha raccontato lo scrittore torinese. ''Coltivavo ossessioni in maniera passionale Mi affascinavano i transatlantici di inizio '900 che portavano gente in America. Un transatlantico è un non luogo, un mondo a parte ma raccontandolo avrei raccontato il mondo intero. Il mio sogno era stare su un transatlantico ed essere uno della band''. Gli chiesero un monologo - dice - ed ecco che prese forma l' idea del neonato abbandonato sulla nave Virginia. Qualcuno lo ha lasciato su un pianoforte e viene trovato il primo gennaio del '900 e così lo chiameranno. ''Lui suonava il pianoforte, creò una musica che esisteva solo con lui e diventò un miracolo, una leggenda. Non scese mai e morì su quella nave. Questa storia ha fatto molta strada'' osserva Baricco. Il duello del titolo è quello cercato da Jelly Roll Morton, ritenuto l' inventore del jazz, incuriosito e irritato dalla fama di Novecento. Naturalmente Morton uscì sconfitto e ''se ne tornò in Amwrica su un' altra nave''. E qui entra in scena Bollani. ''Avrei dovuto leggere il testo con un pianista in grado di sostenere la sfida. Chi se non lui? E lui ha detto sì. E' stato un piacere realizzare questo sogno''. Bollani, che parla di ''confronto diretto tra parole e sonorità'', ha affrontato il ruolo confermando le doti straordinarie di performer poliedrico tra spiritual, ragtime ed echi di classicità. Sul finale è stata la volta di Enrico Rava perchè - ricorda Baricco - a raccontare la storia di Novecento è un trombettista. Sono bastate le prime note di My funny Valentine per creare una magica versione in cui i due musicisti hanno davvero dominato la scena a colpi di scambi e improvvisazione. ''Se ci fosse stato Novecento sapete cosa avrebbe detto? Dai, falli suonare ancora'' dice furbescamente Baricco ammiccando agli spettatori. Rava e Bollani chiudono la serata regalando la rilettura suggestiva di un altro grande classico, 'I'm getting sentimental over you'' di Tommy Dorsey. Pubblico entusiasta, lunghi applausi.
J.V.Jacinto--PC