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Il ritorno di Adriana Campanile, dall'artigianato
Scarpe, cappotti e una capsule di borse nel nuovo negozio a Roma
(di Patrizia Vacalebri) "Dopo una pausa di riflessione durata qualche anno, ho voglia di ricominciare a fare scarpe e borse, di rimettermi in gioco. Ho ancora tanto da dare dal punto di vista creativo". La storia di Adriana V. Campanile comincia negli anni Ottanta. Sembra chiudersi qualche anno fa con la pandemia, dopo che il marchio aveva conquistato il mercato italiano con 18 monomarca, aperti nelle più grandi città italiane. Riprende in questi giorni, con un nuovo negozio a Roma, nel quartiere Parioli, dove mostra una nuova capsule di 20 borse, cappottini animalier e ovviamente le sue amate calzature. Per Adriana Campanile, le parole chiave che riassumono la sua visione della moda son quattro: "Ricerca, creatività, artigianato ed eticità. Senza rispettare questi concetti - avverte- non si va da nessuna parte". "Il concetto di eticità oggi è tornato ad essere un tema - spiega l'imprenditrice- laddove si è finalmente compreso che un prodotto di qualità può essere costoso, ma non necessariamente dev'essere caro". Per Adriana Campanile il rapporto qualità prezzo è fondamentale. I suoi prodotti non hanno mai costi troppo alti, pur essendo curati nei dettagli. "Con la capsule di borse - rivela- ho fatto una pazzia. Sono shopping in materiali spalmati, indistruttibili, con gli attacchi e il mio logo a forma di cuore come charm, bagnati in oro 24 carati. Ma il prezzo di ogni borsa è sostenibile". Per lei tutto comincia in un piccolo negozio in Viale Parioli che propone scarpe coloratissime con grandi fiocchi. Il successo arriva ed è esplosivo e condizionerà il modo stesso di concepire le scarpe non soltanto nei negozi a Roma, ma anche in quelli aperti in tutta Italia, a Milano, Firenze, Palermo. Ma cosa è successo qualche anno fa? Perché l'imprenditrice aveva deciso di mollare? "L'inquinamento del mercato - risponde - derivante dall'approdo sui mercati di scarpe realizzate in Asia, che vanno verso la direzione di una scarsa qualità, collegata a un prezzo sempre più basso, rendevano e rendono la vita difficile agli artigiani italiani che convertono verso il facon richiesto dai grandi marchi del lusso". Inoltre "Le cicliche crisi internazionali finanziarie - aggiunge - rendono sempre più difficile l'approccio creativo degli stilisti, se non inseriti in contesti e gruppi internazionali, che fanno incetta dei vari marchi più piccoli e in difficoltà". "La vendita online ed il Covid - prosegue - hanno reso tutto ancora più difficile, per chi ha sempre concepito la creatività, strettamente legata alla manualità e all'artigianalità. Questa è l'epoca della chiusura di molte attività che non trovano più gli spunti necessari per continuare in un mercato che sembra impazzito e che trova persone disposte a pagare cifre folli per prodotti che vengono acquistati dai grandi gruppi, a cifre molto basse con ricarichi esponenziali rispetto a quanto pagato". Per questi motivi, Adriana decide di chiudere i propri negozi, dedicandosi alla ricerca e alla creatività per conto terzi. Ai tempi di oggi, però, moltissime persone cominciano a rendersi conto di quanto sia importante la qualità e l'artigianalità del made in Italy. Ed è proprio questo cambiamento di mentalità dei consumatori che ha riacceso in Adriana la voglia di scommettere ancora su un futuro nel quale siano ancora importanti creatività, manualità, artigianalità e eticità. Per la vendita, oltre al nuovo negozio a Roma, è previsto anche lo shop online.
T.Resende--PC
