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Il Festival Verdi 2026 guarda ai Mondi lontani
Dall'1 al 25 ottobre per riflettere sulle diversità culturali
Riflettere sulle diversità culturali nella società contemporanea e sull'importanza delle relazioni tra popoli e individui: si ispira, e si intitola, ai Mondi Lontani il prossimo Festival Verdi, il 26°, che si svolgerà nel 2026 dall'1 al 25 ottobre a Parma e Busseto, nelle terre natali del Maestro, intorno al 10 ottobre, giorno del suo compleanno. Tre le opere in programma: Alzira e Nabucodonosor in due nuovi allestimenti firmati da Manuel Renga e Pier Luigi Pizzi e Aida nell'allestimento storico di Franco Zeffirelli. E sono proprio i Mondi lontani che evocano la fascinazione per l'esotico tipica della cultura europea ottocentesca: Alzira, ambientata nel Perù; Nabucodonosor che ci porta nelle bibliche terre babilonesi; Aida che ancora oggi evoca nella cultura occidentale l'Antico Egitto. E sarà Alzira, opera di raro ascolto dato che conta solamente un precedente al Festival Verdi nel 2002, ad aprire il festival al Teatro Regio di Parma: l'opera sarà presentata in un nuovo allestimento firmato da Manuel Renga e diretta per la prima volta da James Conlon con un cast di interpreti tutti al debutto. L'Aida sarà invece proposta nell'allestimento storico creato per lo scrigno del Teatro Giuseppe Verdi di Busseto da Franco Zeffirelli nel Centenario Verdiano 2001 quando, ricorda il direttore artistico del Festival Alessio Vlad, presentando il programma al Ministero della Cultura, lancio la "sfida di portare la più grande opera di Verdi nel più piccolo dei teatri". Anche qui Giuseppe Mengoli dirigerà l'opera per la prima volta guidando un cast di interpreti tutti al debutto. Nabucodonosor debutta invece al Teatro Regio di Parma in un nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi realizzato in coproduzione col Teatro Comunale di Bologna; diretto da Francesco Lanzillotta, con protagonisti Ariunbaatar Ganbaatar, Lidia Fridman, Michele Pertusi. E poi, ancora, come da tradizione, la Messa da Requiem, diretta da Daniele Rustioni, il Gala Verdiano, con il particolare sostegno degli International Friends of Festival Verdi, il concerto dell'Accademia Verdiana. Completano il programma principale gli appuntamenti di Ramificazioni, la sezione del Festival che intreccia l'eredità verdiana con la creatività di altri compositori. Tra gli interpreti della prossima edizione del festival Eleonora Buratto, Daniel Luis De Vicente, Lidia Fridman, Ariunbaatar Ganbaatar, Michele Pertusi, Saimir Pirgu, Antonio Poli, Ekaterina Semenchuk, Roberto Tagliavini, Marta Torbidoni, insieme ai giovani talenti provenienti dall'Accademia Verdiana: una scelta precisa che ribadisce l'attenzione del Teatro Regio nel sostenere le nuove generazioni di interpreti e di autori. Innovazione e tradizione per ricordare, sottolinea il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, che è "l'Italia stessa che nasce insieme alla musica di Giuseppe Verdi".
P.Mira--PC
