-
Honduras, missione Fmi in arrivo per sbloccare i fondi
-
Venezuela, Maduro chiede di essere incluso nella legge di amnistia
-
Serie A: Pisa-Milan 1-2
-
Milano Cortina: curling, l'Italia cede alla Germania all'extra end
-
Milano Cortina: skeleton, quinto Bagnis, oro al britannico Weston
-
Ciclismo: ecco Terre di Pisa bike days, tre giorni di bici, territorio e passione
-
Kings League Lottomatica.sport Italy, la nuova stagione comincia il 2 marzo
-
Il Re Momo riceve le chiavi della città, al via il carnevale di Rio
-
L'Europa dello spazio punta a lanci più frequenti e razzi più grandi
-
Abbattimento liste d'attesa in Puglia 'il 30% rifiuta di anticipare visita o esami'
-
Argentina, denunciati per terrorismo i responsabili degli scontri in parlamento
-
Milano Cortina: Marchetto 'peccato, Ghiotto meritava il titolo olimpico'
-
Pichetto, conto che ddl sul Nucleare sia approvato entro luglio
-
Tajani, inevitabile chiedere le dimissioni di Albanese
-
Si cercano nel Dna i geni universali che hanno dato origine ai viventi
-
Arundhati Roy rinuncia alla Berlinale dopo i commenti di Wenders su Gaza
-
Milano Cortina: Vonn 'quarto intervento, poi torno a casa e ne farò un altro'
-
Cgil, per lavoratrici e lavoratori ex Tirso futuro rimane molto incerto
-
Milano Cortina: la 'tigre' Brignone brand d'oro, diventa anche un film
-
Il gas si mantiene sotto i 33 euro in chiusura ad Amsterdam
-
Arera, ok misure anti black-out, più sicurezza sistema elettrico
-
Hit parade, Kid Yugi si conferma in vetta
-
Calcio: Provedel 'vittoria di Bologna dà entusiasmo, proviamo a battere anche l'Atalanta'
-
Borsa: Europa a due velocità in chiusura, Parigi -0,35%, Londra +0,42%
-
Sei Nazioni: Lamaro "a Dublino sarà dura, dobbiamo migliorare rispetto alla Scozia"
-
Il Far East Film Festival svela il nuovo poster firmato da Andy Rementer
-
Luna, nuovo test sul razzo Sls per la missione Artemis II
-
Madame annuncia Madame Tour Estate 2026
-
Gore Verbinsky, attenzione umanità, dalla IA non si sfugge
-
Antonelli il più veloce nell'ultimo giorno dei test in Bahrain
-
Delia da X Factor ai sold out, 'mio sogno è portare la Sicilia in giro per il mondo'
-
Milano Cortina: gli azzurri dell'hockey sconfitti 3-2 dalla Slovacchia
-
Laura Pausini, 'Facciamo la musica, non la guerra ma non siamo giullari'
-
Borsa: Milano cede (-1,8%), banche e Prysmian sotto pressione
-
Milano Cortina: Moioli 'devastata dalla caduta, ma non muoio mai'
-
Cibi ultraprocessati, un consumo elevato dopo un tumore può aumentare mortalità
-
Chirurgia dell'Obesità, Chieti diventa centro nazionale
-
Leclerc: "Inizio senza problemi, sono soddisfatto"
-
Michael Kors va alla Met Opera per i 45 anni del brand
-
Kallas, 'il Board of Peace non riflette la risoluzione dell'Onu'
-
Perdita d'acqua al Louvre, chiusa la sala con Beato Angelico
-
Borsa: Europa debole con Wall Street, banche in rosso, Milano -2,3%
-
Merz, l'ordine del dopoguerra non esiste più
-
Merz, 'Vance ha ragione, c'è divario fra Ue e Usa'
-
Fabregas, il Como pensi solo a se stesso e a vincere
-
Borsa: Milano pesa (-2%), frenano le banche e Prysmian, corre Inwit
-
Wall Street apre debole, Dj -0,12%, Nasdaq -0,15%
-
Premier: Tudor accetta un incarico ad interim al Tottenham
-
Juve: Locatelli 'più consapevoli, ci è mancata maturità'
-
Juve: contusione per Thuram, è a rischio per l'Inter
Ettore Scola, l'eredità a dieci anni dalla morte
L'ironia come detonatore della coscienza. Le sue tracce da Virzì a Zalone
(di Giorgio Gosetti) Dei grandi campioni della commedia all'italiana Ettore Scola è stato senz'altro l'ultimo maestro e il più amato discepolo sulla scia di Monicelli, Comencini, Risi. A dieci anni dalla sua scomparsa, il 19 gennaio 2016, è legittimo chiedersi quali lezioni e quale eredità ci lascia un autore capace di ferire al cuore vizi e virtù degli italiani e della nostra società, usando magistralmente le chiavi dell'ironia ("Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?"), dell'affresco storico ("Una giornata particolare"), della nostalgia ("C'eravamo tanto amati"). Il cinema di Ettore Scola, nato a Trevico, provincia di Avellino, il 10 maggio 1931, attraversa un arco storico che ha visto l'Italia cambiare tra la rinascita del dopoguerra e l'inizio del nuovo millennio. Il "ragazzo delle 3 E" (si chiamava Ettore, Euplio, Emidio, tutti nomi importanti) approda appena quindicenne alla redazione del Marc'Aurelio, il giornale satirico in cui incontra il suo primo amico e sodale, Ruggero Maccari, e compagni di strada destinati alla fama come Federico Fellini. A quella stagione regalerà nel 2013 il suo ricordo più toccante e autobiografico, "Che strano chiamarsi Federico". Col cinema fa amicizia fin dai primi anni '50, mettendo il suo talento di battutista folgorante e sceneggiatore sapiente al servizio di commedie popolari come "Fermi tutti…arrivo io" (il suo esordio ufficiale nel 1953), "Due notti con Cleopatra" (diretto da Mario Mattoli), "Un americano a Roma" di Steno con cui nel 1955 si conquista i gradi di scrittore da cinema, seducendo anche Alberto Sordi che prima si affidava solo all'amico Rodolfo Sonego. La gavetta dietro la scrivania dura un decennio finché, dopo il successo de "Il sorpasso" e "La marcia su Roma" (entrambi nel 1962), Mario Cecchi Gori gli affida la regia di "Se permettete parliamo di donne" (1963) di cui firma anche la sceneggiatura insieme a Maccari. La lista dei successi e dei titoli memorabili nella filmografia di Scola è fin troppo lunga e, come scrive Walter Veltroni in un sentito ricordo dell'amico e compagno di scelte politiche (Ettore è stato anche ministro ombra della cultura nel Pci), ha un filo rosso ben visibile nel tema dell'amicizia e della solidarietà. C'è nel suo cinema un afflato bonario e generoso che però non gli impediva di fustigare con le armi della satira o della denuncia i mali che sempre più stringevano d'assedio una società progressivamente corrotta dal denaro, dall'arrivismo, dal cinismo. Da "Il commissario Pepe" con Ugo Tognazzi (1969) a "La più bella serata della mia vita" con Alberto Sordi (1972), dal primo capolavoro ("C'eravamo tanto amati", 1974) al film della vita ("Una giornata particolare", 1977), dagli affreschi corali ("La terrazza" e "La famiglia"), ai ritratti storici ("Il mondo nuovo" o "Il viaggio di Capitan Fracassa"), fino alla rabbia dolorosa di "Brutti, sporchi e cattivi"con Nino Manfredi e alla nostalgia sconsolata di "Che ora è?" e "Splendor". Entrambi scritti per Marcello Mastroianni e un singolare "figlio adottivo" di nome Massimo Troisi. Per tutta la sua vita artistica Scola ha saputo mutare costantemente la sua lettura della società italiana, ma tenendo ben stretto un fil rouge dello sguardo che ci regala anche oggi. Cosa resta nel cinema italiano di oggi di questa meravigliosa eredità? Ci sono stati epigoni e discepoli che si sono incamminati sulla stessa strada, a cominciare da Paolo Virzì, per arrivare perfino a Nanni Moretti: autori capaci di indignazione e sorriso, adesione al proprio tempo e volontà di guardare avanti. Ci sono stati allievi come Ugo Fabrizio Giordani e Gianfrancesco Lazotti che hanno camminato nel solco del suo stile. E si può perfino pensare che certi tratti della gentilezza irriverente di Checco Zalone oggi lo avrebbero divertito. Più difficilmente avrebbe approvato la deriva della nostra commedia che ha progressivamente smussato i toni della critica e della satira tagliente per compiacere uno spettatore ormai anestetizzato e dimentico della memoria. Ettore Scola non era solipsista, non era un moralista né un accigliato fustigatore: cantava in coro con Gillo Pontecorvo e Citto Maselli nelle indimenticabili serate dei compleanni; si accalorava e litigava nelle cene alla trattoria Otello o alle riunioni dell'Anac (l'associazione storica dei cineasti italiani), ma sapeva sempre trovare la battuta che stemperava gli animi; ricordava il passato ma non ne era prigioniero e amava moltissimo i giovani di cui cercava di decifrare sgomenti e sogni. Ma restava intransigente sui suoi valori fondanti, dalla politica all'etica professionale e per questo si fa adesso fatica a trovare analoghe radici nella cultura dell'oggi. La più grande lezione di Ettore Scola risale alla sua formazione: lettore curioso e colto, capace sempre di coniugare temi "alti" con la cultura popolare, innamorato della gente comune, era prima di tutto un intellettuale calato nel suo tempo, capace di usare l'ironia come detonatore della coscienza. La sua era l'arte di Molière e di Dumas, un modo di narrare la vita che la proiettava sulla scena della Storia.
P.Mira--PC