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Sorry, Baby, ricominciare a vivere dopo una violenza
Arriva il film rivelazione di Eva Victor, tra i suoi fan Julia Roberts
"Eva Victor è il mio eroe. Sorry, Baby, se non l'avete visto, guardatelo". Così Julia Roberts, prima di presentare un premio ai Golden Globe, ha sorpreso dal palco l'attrice e regista che con la sua opera prima Sorry, Baby, di cui è anche protagonista, sta conquistando Hollywood. L'interesse per il film low budget, coprodotto dal premio Oscar Barry Jenkins, da poco arrivato nelle sale italiane distribuito da I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection, è nato dopo la vittoria al Sundance 2025 del premio per la migliore sceneggiatura. A colpire è la sensibilità, originalità e intensità con cui la cineasta mette in scena (anche con un'ottima prova attoriale) il viaggio interiore, segnato da un profondo senso di sorellanza, intrapreso da una giovane donna per elaborare il trauma e ricominciare a vivere dopo aver subito una violenza. Un racconto che riesce a muoversi con grazia sul difficile filo, visto il tema, della dramedy, grazie anche a un ottimo cast composto fra gli altri da Naomi Ackie, Louis Cancelmi, Kelly McCormack e Lucas Hedges, John Carroll Lynch, Hettienne Park e E. R. Fightmaster. Victor, classe 1994, nata a Parigi e cresciuta a San Francisco, è diventata popolare negli Usa negli ultimi anni grazie a divertenti e autoironici video sui social ed è già stata interprete di serie come Billions. La sceneggiatura di Sorry, Baby (che secondo molti commentatori, potrebbe anche entrare in gara agli Oscar) è nata durante la pandemia. "Mi sono ritrovata a scrivere il film di cui sentivo il bisogno quando ho vissuto una crisi simile a quella di Agnes - spiega l'autrice nelle note di produzione -. Non volevo scrivere specificamente di violenza o aggressione, quanto piuttosto esplorare il modo in cui una persona guarisce" ha sottolineato. "Ho iniziato a scriverlo per la persona che ero un tempo". Quando infatti si compie la violenza il pubblico resta fuori dalla porta (letteralmente). A subirla è Agnes (Victor), giovane e brillante laureanda in letteratura in un'Università del New England. Un giorno viene invitata dal suo relatore, il professor Decker (Cancelmi), con cui ha un rapporto di grande fiducia, ad andare a discutere dell'ultima versione dello scritto nella sua casa. Agnes riesce a confidarsi su quanto succede fra quelle mura all'inizio solo con la sua migliore amica compagna di studi, Lydie (Ackie) e coinquilina. In un racconto cinematografico che non segue un filo cronologico ma rimescola le tessere della storia in cinque capitoli, è il percorso emotivo della protagonista a guidarci.
P.Queiroz--PC
