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>ANSA-BOX/ Franco Nero brilla a Hollywood, scoperta la stella sulla Walk of Fame
A 84 anni e visibilmente emozionato: "Altri ruoli in futuro, non è finita qui!"
(di Lucia Magi) Dalle collaborazioni con maestri come Quentin Tarantino, Sergio Corbucci e Luís Buñuel al lungo sodalizio artistico e personale con la premio Oscar Vanessa Redgrave, la carriera di Franco Nero ha attraversato generi, continenti e generazioni. L'ultimo riconoscimento per l'attore italiano è arrivato ieri, con la stella sulla Hollywood Walk of Fame. Un'onorificenza che suggella oltre sessant'anni di cinema e più di 200 film girati tra Europa e Stati Uniti. A 84 anni e visibilmente emozionato, Nero ha scoperto l'iconica piastrella con il suo nome in ottone su fondo terrazzo rosso e nero. "Mi sento benissimo, leggero, felice", ha detto all'ANSA a margine della cerimonia. "Quando sono arrivato a Hollywood, 60 anni fa, camminavo su questo marciapiede e sognavo: chissà se un giorno ci sarà anche il mio nome tra questi grandi del cinema. E quel giorno è arrivato". A Los Angeles, arrivò per calarsi nei panni di Lancillotto, nel musical di Joshua Logan, 'Camelot', in cui Richard Harris interpretava Re Artù e Redgrave era Ginevra. Era il 1967 e Nero, poco più che 25enne, era reduce in patria dal suo primo grande successo: quel 'Django' che lo trasformò in un'icona del western amata in tutto il mondo, omaggiata poi anche da Quentin Tarantino in 'Django Unchained', dove l'italiano appare in un cameo. Sono seguiti altri film memorabili come 'Il giorno della civetta' di Damiano Damiani (1968), 'Il fascino discreto della borghesia' di Luis Buñuel (1972), 'Querelle de Brest' di Rainer Werner Fassbinder (1982), e la più recente produzione statunitense 'Die Hard 2' nel 1990. "Questo luogo celebra i sogni - ha continuato - Sognare è gratis ed è la cosa più bella del mondo. Io lo faccio ancora e so che il futuro ha molti altri ruoli in serbo per me. Non è finita qui!". Tra i desideri, confida, anche un possibile ritorno di Django: "È un bellissimo progetto, con un grande regista, spero si realizzi". L'attore ha dedicato la stella alla madre. "È morta, poverina, ma da lassù mi guarda", ha considerato lanciando un bacio al cielo, mentre i suoi leggendari occhi azzurro ghiaccio si facevano lucidi. Pochi minuti prima, è salito sul piccolo palco allestito sul marciapiede il regista Julian Schnabel, che lo ha diretto sul set di 'Miral' nel 2010: "È stato un grande piacere lavorare con il mio caro amico, il grande attore e filantropo Franco Nero". La cerimonia si è tenuta durante l'undicesima edizione di Filming Italy - Los Angeles, fondato e diretto da Tiziana Rocca, tra le promotrici della candidatura, che ha sottolineato: "È una grande soddisfazione vedere la terza stella italiana ottenuta grazie al nostro festival. Dopo Gina Lollobrigida nel 2018 e Giancarlo Giannini nel 2023, oggi è il turno del grandissimo Franco Nero: un riconoscimento davvero meritato". La vice ministra alla Cultura Lucia Borgonzoni ha mandato una nota di congratulazioni: "Nero ha attraversato generazioni e stili diversi portando con sé uno stile italiano unico, che tuttavia il suo Paese per troppo tempo non gli ha riconosciuto. Proprio per questo, il Ministero della Cultura ha sostenuto questa candidatura e il doveroso riconoscimento. Questa stella è un traguardo che valorizza non solo una carriera straordinaria, ma la capacità tutta italiana di perseguire un sogno, se vi si crede veramente". La nuova mattonella si trova all'altezza del civico 1611 di Vine Street, a pochi passi dall'incrocio con l'Hollywood Boulevard, dove a partire dagli anni '20 aprirono i primi Studios dell'epoca d'oro del cinema. Si tratta della stella numero 2.835, la 17ª dedicata a un artista italiano, la terza per un attore uomo. Prima di Nero, l'avevano ricevuta Rodolfo Valentino nel 1960 e Giancarlo Giannini. La prossima per l'Italia si accenderà in ottobre, per il papà di E.T., Carlo Rambaldi.
L.Torres--PC