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Disco numero 200, il grande jazz di Parco della Musica Records
Da 20 anni etichetta di grandi nomi e trampolino per nuovi talenti
(di Luciano Fioramonti) A firmare il primo disco, nel 2005, è stato il pianista Danilo Rea con la registrazione dal vivo di un concerto su arie d' opera. In queste settimane è uscito il titolo numero 200, 'The Peace Concert'', del sassofonista Francesco Bearzatti in quartetto jazz e quartetto d' archi. Un traguardo importante per Parco della Musica Records, prolungamento discografico della attività di concerti di ogni genere che la Fondazione Musica per Roma oggi presieduta da Raffaele Ranucci porta avanti con successo. Il bilancio di questi venti anni di lavoro è lusinghiero: una media di 15 dischi ogni anno concentrando l' attenzione sul jazz, con puntate sulla musica popolare, autori contemporanei e registrazioni di session uniche con artisti internazionali come Mike Stern, Avishai Cohen, Dave Douglas. L'etichetta discogradia è scuderia di star e trampolino di lancio per molti nuovi talenti oltreché patrimonio prezioso di testimonianze sonore su che cosa si muove nella scena italiana. ''L' idea di partenza - dice all'ANSA Roberto Catucci, responsabile della programmazione e dell' etichetta - era di sfruttare al massimo le possibilità offerte dall' Auditorium, che è interamente cablato in fibra ottica e ha la regia nelle sale Sinopoli e Santa Cecilia. Da subito abbiamo cominciato a registrare professionalmente alcuni concerti''. A poco a poco si è passati dalle registrazioni live a programmare concerti in funzione della registrazione. Nel 2018 Musica Per Roma ha assunto la gestione anche della Casa del Jazz, dove oggi si concentra il maggior lavoro di registrazione mentre alcuni dischi vengono prodotti in Auditorium, come l' ultimo di Enrico Rava con i Fearless Five e con Joe Lovano ospite d' onore che uscirà quest' anno per la mitica Ecm. Il consumo di dischi negli ultimi anni è completamente cambiato. ''All' inizio - osserva Catucci - di un titolo si vendevano migliaia di copie. Oggi, tranne eccezioni, non si arriva alle mille. Ma il nostro obiettivo non è tanto la vendita quanto la costruzione di un catalogo e un archicio ragionato unico del jazz. Rispetto alle etichette private una istituzione pubblica può permettersi di investire nella musica d' arte senza pensare al riscontro economico''. PMR accoglie decine e decine di grandi musicisti italiani - da Franco D'Andrea a Enrico Rava, Paolo Fresu, Roberto Gatto, Giovanni Tommaso, Paolo Damiani, Fabrizio Bosso, Javier Girotto - ma svolge un lavoro fondamentale di ricerca di nuovi talenti under 30, in molti casi 'allevati' nelle orchestre giovanili prodotte dalla Fondazione. Un caso particolare, in questo senso, è rappresentato dalla flautista Mariasole De Pascali che non aveva mai fatto un disco e tre anni fa ha vinto la classifica Top Jazz della rivista Musica Jazz. Perche continuare a fare dischi? ''Le Major ormai stampano pochissimo. Noi siamo tra i pochi a produrre cd e in alcuni casi vinile perchè pensiamo che l' oggetto fisico rappresenti un valore aggiunto. I cd sono una sorta di biglietto da visita per i festival e gli operatori culturali''. Il disco più venduto di PMR fino a oggi resta ''Due come noi'' di Gino Paoli e Danilo Rea. ''Dobbiamo dire grazie alla generosità degli artisti. Per Rea, il primo ad accettare la sfida, fu un salto nel vuoto ma ci aiutò ad avere credibilità tra i suoi colleghi''. Un tempo l' obiettivo di mercato per una etichetta era stare nei negozi di dischi ed essere distribuiti in italia e all' estero. Oggi a governare sono gli algoritmi, far girare musica in digitale è l' aspetto più difficile, molti artisti si autoproducono e un' etichetta che non insegue il mercato ''rappresenta una nicchia di resistenza''. Catucci ribadisce: ''Noi puntiamo alla qualità e al passaggio di testimone tra i maestri e i nuovi talenti dando palco, spazio e memoria di un' epoca. I frutti si vedono: abbiamo pubblicato il primo disco del sassofonista Gabriel Marciano, 26 anni, che è stato molto apprezzato anche all' estero. Con Ecm, siamo tra i pochi che ancora producono ragionando con gli artisti, in un lavoro artigianale dalla registrazione alla pubblicazione''. Non c' è un segreto per realizzare un buon progetto. ''Ogni disco è una scommessa come è avvenuto con quello di Rava con i Fearless Five, che l' anno scorso ha conquistato il primo posto della Top Jazz. Lui e D' Andrea sono eternamente giovani, continuano a sfornare progetti guardando al futuro''. Parco della Musica Records ha buoni motivi, dunque, per festeggiare i venti anni vita di vita e i 200 titoli prodotti. Le prossime uscite? il sassofonista Stefano di Battista che omaggia Miles Davis nel centenario della nascita; Danilo Rea in duo con Michel Godard al basso tuba; il contrabbassista Enzo Pietropaoli con il batterista Fabrizio Sferra e il giovanissimo chitarrista Edoardo Ferri.
T.Resende--PC
