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Lavoratori delle Fondazioni liriche si mobilitano, 'Mic si sottrae al confronto'
Coordinamento Nazionale e Sindacati, "subito un tavolo sul contratto, basta propaganda"
Il Coordinamento Nazionale delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche prende atto con "estrema preoccupazione della grave situazione di stallo del rinnovo" del contratto di lavoro per il triennio 2022-2024 e della "assenza di riscontro da parte del Ministero della Cultura che si sottrae al confronto, più volte sollecitato" dal sindacato. E avvia quindi un percorso di mobilitazione che parte con l'attivazione di presidi davanti alle Prefetture di tutte le città sedi di Fondazioni Lirico-Sinfoniche, con consegna ai Prefetti di un documento sulle ragioni della vertenza, con l'indizione di una manifestazione nazionale a Roma dei lavoratori delle delle Fondazioni lirico-sinfoniche sotto la sede del ministero della Cultura e con la proclamazione di scioperi e ulteriori forme di agitazione sindacale, che saranno calendarizzati se dovesse permanere la situazione di stallo. Le organizzazioni sindacali rivolgono un ulteriore e "perentorio" appello al ministero della Cultura e ad Anfols per aprire "immediatamente" un tavolo di confronto "serio e concreto". Diversamente, avvertono, "la responsabilità del conflitto ricadrà interamente su chi ha scelto l'indifferenza al dialogo". Il Coordinamento Nazionale Unitario, in piena sintonia con il sindacato, esprime anche solidarietà ai colleghi di Venezia e "condanna con fermezza le esternazioni di accuse e di offensive menzogne che tendono a colpire le persone, a delegittimare l'azione sindacale ed il diritto costituzionale al dissenso. La dignità del lavoro nelle Fondazioni Lirico-Sinfoniche non è - sottolineano - negoziabile". Il coordinamento dei lavoratori delle fondazioni denunciano le difficoltà riscontrate dal Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal per l' "assenza di certezza sugli stanziamenti economici destinati al rinnovo contrattuale" e per la "mancata apertura di reale confronto" con il sindacato sulla riforma del Codice dello Spettacolo, dove le organizzazioni sindacali hanno richiesto, tra le varie rivendicazioni, che vengano istituiti corpi di Ballo Stabili. Si lamenta inoltre la mancata esclusione del settore dai vincoli imposti dalla Legge sul turnover (assunzioni limitate al 75% della spesa del personale cessato), che "aggraverà la già cronica carenza di organico". Le istituzioni, scrive il Coordinamento, continuano ad ignorare le istanze di migliaia di artisti, tecnici e amministrativi che garantiscono la diffusione della cultura lirica, sinfonica e di balletto, "trattati come una variabile residuale, subordinata alle oscillazioni e alle intemperanze della politica culturale, ultimamente un po' troppo impegnata a presenziare iniziative propagandiste".
X.Matos--PC