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'Chopin, notturno a Parigi' tra amore, musica e malattia
Biopic di un genio dandy a firma di Michal Kwieciński
(di Francesco Gallo) "Chopin, notturno a Parigi" di Michał Kwieciński, in sala dal 26 febbraio con Europictures, è una biopic per certi versi classica e celebrativa di questo leggendario compositore polacco, divisa tra amore, musica e malattia. Un film che guarda sicuramente all''Amadeus' di Miloš Forman, ma ambientato nella Parigi del XIX secolo, quando Fryderyk Chopin (interpretato da Eryk Kulm) a soli 25 anni era un'autentica star dei salotti e della corte francese, una presenza costante delle feste dove non mancava di suonare tra i suoi molti fan e questo mentre già si annunciavano i segnali di una malattia, la tubercolosi, che inevitabilmente gli accorcerà il futuro. Un impedimento che comunque non lo fermerà dal comporre le sue opere, talvolta su commissione, e impartire lezioni di pianoforte per sbarcare il lunario. Comunque nel film anche il suo grande amore per George Sand (Joséphine de La Baume), la sua amicizia con Franz Liszt (Victor Meutelet) e un cameo di Lambert Wilson nei panni di Re Luigi Filippo I. "Chopin, Notturno a Parigi" si distingue poi per una ricostruzione storica maniacale. È infatti una mega-produzione che ha richiesto oltre due anni di riprese, cinquantaquattro giorni di set, duecentosessanta attori, oltre cinquemila comparse e una troupe con più di seicento persone. Inoltre ci sono scenografie imponenti con trecento veicoli d'epoca - tra cui carrozze, diligenze e omnibus -, oltre mille costumi, seicento paia di scarpe, duecento cilindri e centinaia di accessori: guanti, borse, ombrelli, gioielli. E ancora otto case di noleggio costumi provenienti da tutta Europa (Londra, Parigi, Madrid, Berlino, Łódź e Varsavia), quattro mesi poi di preparazione e realizzazione dei costumi, con il coinvolgimento di cinque atelier, calzolai e modisti e un reparto costumi che, per le scene più ambiziose, contava fino a venti persone. Il tutto per un budget di settantadue milioni di zloty polacchi, circa diciassette milioni di euro, cosa che ha reso questo film una delle produzioni cinematografiche polacche più costose della storia. "Volevo che quest'opera fosse soprattutto un film su un uomo, e non un compito scolastico su Chopin. Il principio fondamentale della sceneggiatura era che tutti gli eventi rappresentati fossero realmente accaduti: insieme allo sceneggiatore Bartek Janiszewski ci siamo limitati solo a darne una nostra interpretazione. Non è insomma una biografia tradizionale, ma una raccolta di momenti chiave della vita di Chopin dal 1835 - dice nelle sue note il regista - . Per diversi mesi ho letto decine di pubblicazioni polacche e straniere sulla vita di Chopin e sul suo ambiente, sull'epoca in cui ha vissuto e creato. Mi sono immerso completamente nel suo mondo, fino a comprenderne i meccanismi interiori e ciò che era davvero importante per la sua psiche". Quanto è importante la musica nel film? "È ovviamente molto importante, ma non è l'elemento dominante. L'attore Eryk Kulm che ha eseguito personalmente le composizioni di Chopin, lo ha fatto di solito per non più di 30 secondi alla volta, perché il film non parla della musica in sé, bensì del suo autore, di un grande artista. Non volevo che lo studio psicologico fosse sopraffatto dall'ammirazione per la sua opera. Nel film c'è anche molta musica illustrativa, molto contemporanea, persino elettronica, che crea un contrasto netto con i capolavori pianistici di Chopin".
B.Godinho--PC
