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Dal Sannazaro al Conservatorio, la Scarlatti riparte con il Trio Kobalt
Haydn, Rachmaninov e Šostakovič, a Napoli la musica non si ferma
La musica a Napoli non si ferma: dopo l'incendio del Teatro Sannazaro, l'Associazione Alessandro Scarlatti riparte col Trio Kobalt (con musiche di Haydn, Rachmaninov e Šostakovič) dal Conservatorio di San Pietro a Maiella che rende disponibile la sua Sala Scarlatti per il prosieguo della stagione musicale della storica associazione presieduta da Oreste de Divitiis. "Ospitare i concerti della Scarlatti - sottolinea il maestro Gaetano Panariello, direttore del Conservatorio - costituisce in questo difficile momento un dovere istituzionale e un concreto atto di responsabilità culturale e di vicinanza ad una delle più prestigiose ed antiche associazioni musicali napoletane". A queste parole si uniscono quelle di Tommaso Rossi, direttore artistico dell'Associazione Scarlatti: "Siamo profondamente colpiti dalla perdita del Sannazaro, un presidio culturale d'eccezione. Per noi non era solo un teatro, ma una casa ricca di ricordi costruiti in dieci anni di attività. Nonostante il dolore davanti alle macerie, guardiamo al futuro con speranza, grazie al supporto del Conservatorio di San Pietro a Maiella e del maestro Panariello che, in questa ora buia, ci consentono di non fermare la nostra ultracentenaria missione al servizio della musica". Si riparte nella Sala Scarlatti del Conservatorio napoletano, con le musiche di Haydn, Rachmaninov e Šostakovič che compongono il programma del concerto del Trio Kobalt in programma giovedì 26 febbraio (ore 20). "Un itinerario musicale - osserva Tommaso Rossi - che, attraverso il linguaggio del trio con pianoforte, riesce a legare estetiche lontane che vanno dalla chiarezza classica di Haydn alla profondità romantica di Rachmaninov, fino alla drammatica modernità di Šostakovič". Il concerto si apre con l'equilibrio formale del "Trio n. 45 in mi bemolle maggiore" di Franz Joseph Haydn a cui si contrappone il lirismo introspettivo del "Trio élégiaque n. 1 in sol minore" di Sergej Rachmaninov per terminare con il "Trio n. 2 in mi minore op. 67" (del 1944) di Dmitrij Šostakovič, un capolavoro in cui convivono il requiem per l'amico Ivan Sollertinsky e il grido contro gli orrori della Seconda Guerra Mondiale e dell'Olocausto. Protagonista di questo percorso è il Trio Kobalt, ensemble d'eccellenza formato da Irenè Fiorito al violino, Lorenzo Guida al violoncello e Riccardo Ronda al pianoforte.
H.Portela--PC
