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Tornatore, ho cominciato fotografando le persone di spalle
Al Bifest, tanti aneddoti e curiosità di un premio Oscar
(di Francesco Gallo) "Già da ragazzino andavo in giro con la mia macchina da presa in cerca di figure umane da fotografare, ma siccome ero timido le fotografavo solo di spalle perché avevo paura che se ne accorgessero. Era per me il sinonimo della libertà assoluta, nessun produttore da convincere anche se andavo a fare foto di persone anziane impegnate a ricevere le loro pensioni". Questo uno dei tanti ricordi del premio Oscar Giuseppe Tornatore stamani in un Teatro Petruzzelli strapieno nell'incontro avuto con il critico Paolo Meneghetti dopo la proiezione del suo film 'La migliore offerta' nella quarta giornata del Bif&st - Bari International Film&TV Festival 2026. Ecco, per voci, alcune cose dette dal regista di 'Nuovo Cinema Paradiso'. ATTORE FETICCIO. "Non ne ho mai avuto uno e per un motivo preciso. Ho il complesso dell'opera prima. Penso ogni volta che quella che sto facendo è il mio esordio. Ma ho però il mio personale metodo, quello di dare a tutti gli attori il copione senza anticipare il loro ruolo. Ora se non capisce quale potrebbe essere per me è un brutto segno, diverso invece se dice: 'sembra scritto per me'". LA PRIMA VOLTA DA PROIEZIONISTA. "Ero assistente già a dieci anni, ma a quattordici fu la mia prima volta da solo. Mi ricordo si proiettava 'Un dollaro d'onore' film western del 1959 diretto da Howard Hawks, con John Wayne, Dean Martin, Ricky Nelson, ma era una vecchia copia con molte parti mancanti che potevano creare problemi ad ogni momento. Ero davvero terrorizzato, ma alla fine andò bene". TEO TEOCOLI. "Avevo scelto lui come protagonista de 'L'uomo delle stelle' ovvero per fare questo americano un po' truffaldino sbarcato in Sicilia, lo trovavo divertente ma anche un attore con spessore. Cecchi Gori però non lo volle perché disse che non avrebbe funzionato. La mia prima scelta in realtà era Joe Pesci, ma stava girando un film poi, solo alla fine, arrivò Sergio Castellitto". BILANCIO DI OGGI. "Sono sicuro di avere fatto solo i film che mi piacevano anche quelli che non hanno avuto un grande successo e quelli venuti meno bene com'è normale sia. Insomma non c'è un film dei miei che se tornassi indietro non rifarei. Non ho ferite da questo punto di vista, ma ne ho rispetto ai film che avrei voluto fare. E soprattutto rispetto a due: 'Leningrado' e 'Il sognatore indiscreto'. Per quanto riguarda il primo è un film che ho scritto e riscritto per oltre trenta anni, ma per i produttori era sempre troppo costoso, poi alla fine ho mollato. Per quanto riguarda 'Il sognatore indiscreto' era un film che in realtà non era fatto per essere scritto, ma per essere direttamente visto. Oggi sono ancora convinto che se avessi potuto realizzarlo come forse oggi si potrebbe fare con l'Intelligenza artificiale e avessi potuto mostrarlo, l'avrebbero almeno capito anche se poi magari non l'avrebbero fatto lo stesso. Però, alla fine, il mio bilancio è buono. Sto preparando un altro film ('The First Dollar', biopic in lingua inglese dedicato alla figura di Amedeo Peter Giannini, imprenditore italo-americano che fondò la Bank of Italy, poi diventata Bank of America, ndr) e ce n'è già anche un altro pronto, già scritto. Penso così di continuare il mio metodo: quello di fare solo i film che mi piacciono anche a costo poi di doverli rimettere nel cassetto". Giuseppe Tornatore al Petruzzelli ha ricevuto il Premio Bifest Arte del Cinema e per la sezione Rosso di sera, prima della proiezione del suo 'Nuovo cinema Paradiso', film Premio Oscar nel 1988, musicato dal vivo dall'Orchestra del Teatro Petruzzelli, diretta dal Maestro Pietro Mianiti. Il cine-concerto è realizzato dal Bif&st in collaborazione con la Fondazione Petruzzelli.
H.Silva--PC