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Amore tra guerra e morte, applausi a Roméo et Juliette all'Opera di Roma
Le voci dei protagonisti e Oren sul podio illuminano l'opera di Charles Gounod
(di Luciano Fioramonti) Un amore travolgente in un mondo di conflitti, tra spettri e presagi di morte. La vicenda shakespeariana dei due giovani veronesi di casate nemiche ambientata negli anni della seconda guerra mondiale ha trovato nel tenore Vittorio Grigolo e nel soprano georgiano Nino Machaidze gli interpreti coinvolti e convincenti in 'Roméo et Juliette' di Charles Gounod, che ieri ha debuttato con successo al Teatro dell'Opera di Roma. La trasposizione in musica della più bella storia d'amore della letteratura realizzata dal compositore francese nel 1867 dal libretto di Jules Barbier e Michel Carré ha conquistato il pubblico della prima, che ha riservato lunghi applausi e 'bravi' ai duetti e ai passaggi più intensi dei cinque atti. Merito delle voci e del trasporto dei due protagonisti, perfettamente calati nella parte, insieme con gli altri comprimari e il coro istruito da Ciro Visco, ancora una volta a segno con una prova notevole. Ma a dare lustro davvero particolare è stato Daniel Oren, che ha diretto magnificamente l'orchestra dosando con grande attenzione volumi e sfumature della lunga e bellissima partitura senza mai sovrastare il canto, nei momenti più intimi come nelle scene di massa. Meno convincente la messa in scena come in un film in bianco e nero degli anni '40 pensata dal regista Luca De Fusco, che ha suscitato diversi 'buu', forse perché troppo concentrata nel caricare di metafore e simboli cupi un dramma che già nel prologo vede il popolo-coro spoilerare il finale tragico dei due innamorati. All'apertura del sipario, una pioggia plumbea avvolge i personaggi abbigliati con tutte le tonalità del grigio. Romeo e Giulietta sono le uniche figure 'a colori', portatrici di vita in uno scenario dominato da riferimenti continui alla morte, dalla festa in maschera con i volti dei personaggi nascosti da maschere-teschio all'aspetto zombie di Mercuzio e Tebaldo nello scontro fatale - con Romeo che uccide quest'ultimo sparandogli con una pistola -, ai video di immagini oniriche, veli che fluttuano e mani che si accarezzano, per rivederle proiettate anche sul letto di morte dei due giovani. La scena finale non rispetta la trama di Shakespeare: Romeo beve il veleno credendo morta Juliette, ma subito la vede risvegliarsi esaurito l'effetto della pozione e ha il tempo di un ultimo struggente addio con la sua amata che poi si uccide con il coltello. Accanto a Nino Machaidze e Vittorio Grigolo, beniamini della serata, hanno cantato Nicolas Courjal (frate Lorenzo/il duca di Verona), Mihai Damian (Mercuzio), Aya Wakizono (Stefano), Valerio Borgioni (Tebaldo), Géraldine Chauvet (Gertrude). Roméo et Juliette si inserisce nell'ambito di un triennio di cooperazione del Teatro dell'Opera di Roma col Teatro di Roma, di cui Luca de Fusco è direttore artistico. Sono previste cinque repliche fino all'8 maggio con l'alternanza il 2 e 5 maggio di Vannina Santoni nel ruolo di Juliette e di Duke Kim in quello di Romeo.
J.V.Jacinto--PC
