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Gillian Anderson, diva tra seduzione queer e sangue
Con Einbinder nell'attesissimo Teenage Death and sex at Camp Miasma
(dell'inviata Francesca Pierleoni) Per questo film "voglio parlare di gioia, perché realizzarlo è stata l'esperienza più gioiosa della mia vita. È stata la prima volta che ho diretto un film in cui mi sono sentita veramente libera di essere me stessa". Lo dice la cineasta transgender Jane Shoenbrun, una delle autrici emergenti lanciate dal Sundance negli ultimi anni, che porta a Cannes uno dei titoli più attesi, Teenage Sex and Death at Camp Miasma, con una straordinaria coppia di protagoniste, Gillian Anderson e Hannah Einbinder. L'horror shasher, che è anche una travolgente storia d'amore queer nell'accettazione di sé e un grande omaggio al cinema, da Douglas Sirk a Halloween, è stato scelto per aprire Un Certain Regard ed è in uscita nelle sale ad agosto con Mubi. Accolto in sala da lunghi applausi, il film fa partire la storia dalla grande occasione che capita a Kris (Einbinder), giovane e intraprendente regista emergente ingaggiata per rilanciare un'amata saga horror ormai in declino che ruota intorno a un serial killer truculento con un'identità sia maschile che femminile, Little Death (il fatto che il suo nome sia anche un modo in cui viene chiamato l'orgasmo non è casuale, ndr). Kris ha l'idea di includere nel cast la star del primo film, sparita dalle scene, Billy Presley (Anderson), andata a vivere nella località isolata dov'era stato girato il primo capitolo di Camp Miasma. Là l'enigmatica e affascinante Billy, che sfoggia un look ispirato a personaggi e dive del cinema classico, da Gloria Swanson/Norma Desmond a Lana Turner, vive in una grande casa. L'incontro fra le due donne si trasforma subito in una seduzione reciproca sempre più travolgente e violenta, tra cinema e vita, accompagnata da una presenza oscura. Un viaggio, come vuole il genere, segnato da tanti morti e sangue a gogo, nel quale Schoenbrun introduce anche molto humour, emozioni profonde e una riflessione sull'identità di genere. "Mi sono innamorata nel girare ancora di più del linguaggio del cinema - osserva la regista -. Grazie a tutti coloro che erano lì e desideravano creare partendo da quello spazio di gioco. È un film che parla anche di questo". Teenage Sex and Death at Camp Miasma "è stato concepito consapevolmente per essere divertente - sottolinea nelle interviste - e per spingere molte persone a discutere di sesso, genere e superamento dei traumi". "Questa è la mia prima volta a Cannes per presentare un film dopo centinaia di anni in questo mondo - commenta Gillian Anderson, in una performance da premio -. Sono onorata di far parte di questo film e ne sono così fiera". L'attrice a Variety ha detto essersi sentita "davvero stimolata dal materiale e dal film, credo che questa liberazione dalla vergogna e l'accettazione del desiderio siano stati aspetti su cui, leggendo la sceneggiatura, ho dovuto riflettere a livello personale, è stato quasi terapeutico". Hannah Einbinder, premio Emmy per Hacks, la serie con cui ha esordito in tv, è qui al primo film: "Spero che con questa storia ci si senta pronti a ridere, a divertirsi, a godersi un'esperienza collettiva e a sentirsi uniti" commenta l'attrice che a una carriera in grande ascesa accompagna l'impegno per molte battaglie civili e artistiche, da quella per il popolo palestinese alla denuncia dei rischi dell'intelligenza artificiale.
E.Ramalho--PC
