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>>>ANSA/Le vacanze siciliane di Dolce e Gabbana, sfila l'identità del brand
Ceo, 'punto di partenza per costruire un nuovo capitolo di business e una nuova epoca'
(di Gioia Giudici) Nel momento in cui l'azienda è spesso citata per questioni finanziarie e societarie, Dolce e Gabbana ripartono da dove tutto ha avuto inizio, la loro Sicilia, con la collezione 'Vacanze siciliane' per la Primavera/Estate 2027. Quella che sfila al Metropol di Milano è una riaffermazione del Dna del brand, dopo la decisione di Stefano Gabbana di dimettersi dalla presidenza del marchio fondato con Domenico Dolce e gli ultimi rumors che vorrebbero l'azienda in procinto di vendere degli immobili per ridurre l'indebitamento. "La sfilata è una dichiarazione di intenti, la sintesi di chi siamo e dove vogliamo andare - sottolinea Stefano Cantino, nominato co-ceo lo scorso aprile al fianco di Alfonso Dolce - il punto di partenza per costruire un nuovo capitolo di business e una nuova epoca". Senza tuttavia mai tradire i codici che hanno fatto la fortuna del marchio: "Per noi - spiegano i due stilisti, usciti insieme a salutare il pubblico a fine sfilata - la Sicilia non è mai stata una tendenza. È il luogo da cui tutto ha avuto origine e al quale, da quasi quarant'anni, continuiamo naturalmente a tornare. Le sue tradizioni, la sua cultura, il suo straordinario patrimonio artigianale, ma anche i suoi paesaggi, la sua architettura e le testimonianze delle civiltà che l'hanno attraversata, rappresentano una fonte inesauribile di ispirazione. Con questa collezione abbiamo voluto raccontare la ricchezza e la complessità di questa terra, attraversandone luoghi, memorie e tradizioni: dai templi greci alle città barocche, dai borghi affacciati sul mare ai gesti antichi custoditi nelle botteghe artigiane". Una visione estiva che prende forma in un guardaroba fluido e leggero, fatto di polo di maglia e bermuda sartoriali, costumi in seta e bluse con stampe a cartolina e motivi di limoni, abiti gessati e coppole, giacche con ricami scintillanti di coralli e anemoni di mare, jeans usurati e camicie con pizzi, capi effetto rete da pesca e applicazioni scintillanti come quelle dei carretti siciliani. Lavorazioni crochet, maglie a righe chevron e giacche sartoriali in lino si ispirano ai viaggiatori che scoprirono la Sicilia alla fine degli anni Cinquanta, mentre i colori sono un omaggio alle tante sfumature dell'isola: "il nero Sicilia evoca l'intensità e il rigore dell'isola, il bianco - spiegano Dolce e Gabbana - il suo aspetto più leggero e luminoso, il blu richiama il mare, il verde il pistacchio, i beige naturali ricordano la corda e le lavorazioni manuali tramandate nel tempo. Ogni colore, ogni tessuto, ogni dettaglio racconta una storia fatta di memoria, bellezza e saper fare. È una collezione ricca perché ricca è la Sicilia: un mosaico di influenze, tradizioni e contrasti che continua a ispirare la nostra visione creativa e a definirne l'identità più autentica". Un'identità da cui ripartire per quello che Cantino chiama "un nuovo capitolo di business": "questo è un marchio di coerenza assoluta da sempre e oggi - sottolinea il manager - è fondamentale rimanere fedeli a chi si è: la Sicilia è la sintesi di chi siamo e dove vogliamo andare". "L'obbligo di ripensare se stessi non comporta per forza - aggiunge il ceo - rivoluzioni: faremo scelte importanti a livello organizzativo, ma siamo un'azienda da 6000 dipendenti e i cambiamenti vanno fatti con coerenza". Quello che non muta - sottolinea Cantino, smentendo i rumors nati dopo le dimissioni di Gabbana - "è che Dolce e Gabbana sono i proprietari ed entrambi sono fortemente coinvolti in un'azienda che aveva bisogno di un cambiamento". Un nuovo capitolo che passerà per lo sviluppo di categorie merceologiche come le collezioni per la sera per lei, il su misura per uomo e gli accessori, non a caso tra i protagonisti delle prossime 'Vacanze siciliane'.
A.Silveira--PC
