Sandrelli, un film con Cortellesi e chiudo con il cinema, poi forse il teatro
Sandrelli, un film con Cortellesi e chiudo con il cinema, poi forse il teatro

Sandrelli, un film con Cortellesi e chiudo con il cinema, poi forse il teatro

"Tra i 'colonnelli' l'attore che ho amato di più è stato Gassman"

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(di Raffaele Cesarano) "Faccio un film con Paola Cortellesi, una gran donna, poi chiudo con il cinema". Lo dice senza rammarico, sapendo di aver attraversato come attrice i periodi più floridi e intensi del grande schermo, e oggi a 80 anni Stefania Sandrelli guarda al futuro con serenità. "Ho iniziato quando avevo 15 anni e mi sono resa conto che non esiste più il cinema; chiudono le sale, come a Viareggio dove ce n'erano nove in stile liberty, una più bella dell'altra. Non si può tornare indietro, ora sono tempi bui. Non sono nostalgica, non ho rimpianti, tutto cambia, ma credo ancora che il cinema sia il più bello spettacolo del mondo". Parole in libertà, non un'intervista, scambiate tra amici al Plaza Premium First Lounge dell'aeroporto di Fiumicino, dove l'imprenditore vitivinicolo, Sandro Bottega, ha organizzato una festa di compleanno a sorpresa per Stefania, la cui ricorrenza è stata lo scorso 5 giugno. Un rapporto tra i due nato 36 anni fa quando Bottega ha preso in mano le terre dell'attrice, in Toscana, valorizzando e commercializzando il suo Chianti. Le sue bottiglie non sono mancate anche per la torta con su scritto 'Forever young'. "Nei giorni precedenti al mio compleanno - racconta - ci pensavo ed ero molto felice. Adesso ho capito perché. E mi sento più forte oggi che nel passato". Allegra, solare, elegante nei tratti e nel parlare, sembra più giovane della sua età, ultima tra le dive italiane ancora corteggiata dai registi, anche d'oltreoceano. Prima del film di Paola Cortellesi (nessun accenno alla trama, ndr), Sandrelli è tra i protagonisti di un film del regista Massimiliano Bruno "un remake - confida - di 'Funeral party' con una ventina di colleghi pazzi e ben noti, tra cui Diego Abatantuono". E poi? "Mi piacerebbe fare teatro perché per un attrice è un nutrimento, ma non un tour, solo una parte da recitare sempre in un unico posto. È stancante muoversi, non me la sento di cambiare città, alberghi. Mi sembrerebbe essere un saltimbanco. Ecco, una recita fissa solo in una città anche per più settimane. All'estero è normale, non qui in Italia". Parlando dei colleghi, del "vecchio cinema", Stefania non ha dubbi nel dire che "l'attore che ho amato di più tra i 'colonnelli' è Vittorio Gassman. Quando parlo di 'colonnelli' annovero Tognazzi, Manfredi, Mastroianni. Sordi? è un fuoriclasse, ma io parlo di 'colonnelli'. E Gassman è il re, il preferito, un fuoriclasse senza eguali". Si scopre, tra una battuta e l'altra, che è una tifosa della Roma "forse perché lo sono i miei nipoti. Odio però il tifo del calcio e solo le donne lo possono capire". Ama la buona cucina, "ma il mio piatto preferito sono le patatine fritte, anche la pasta cacio e pepe: la domenica andiamo in un ristorante che è vicino a casa e lo raggiungiamo a piedi". Nella musica la scelta cade sui Beatles: "Sono stati la colonna sonora della mia vita" afferma Sandrelli, mentre il pianista in sala intona "Il cielo in una stanza"... L'ha scritta per te? Chiedono gli amici. "No - risponde -. Io sono libera, credo nel libero arbitrio, e non sono la musa di nessuno". Giovanni Soldati, il compagno dell'attrice, seduto accanto a Rocco (uno dei due figli di Amanda Sandrelli), suggerisce Sapore di sale: "Paoli stava in Sicilia, davanti a Capo d'Orlando - racconta - e ci è rimasto per un mese. Stefania andava e veniva. Alcune parole del testo non sono casuali". L'attrice non commenta con un filo di commozione e regala a tutti un sorriso.

J.Oliveira--PC