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A Umbria Jazz passato e presente fusi nell'addio dei Perigeo
A Perugia un viaggio bilaterale nel cuore del jazz rock e del progressive internazionale
Passato e presente a volte si possono fondere in un unico, irripetibile accordo. La seconda serata dell'Arena Santa Giuliana a Perugia di Umbria Jazz è stata esattamente questo: un viaggio bilaterale nel cuore del jazz rock e del progressive internazionale, inaugurato dall'addio definitivo dei pionieri italiani, Perigeo, e chiuso dall'energia tellurica di una super band mondiale, il quartetto Beat. Con il main stage del festival che si prepara ad accogliere domenica sera l'esclusiva italiana di Batiste. L'atmosfera all'Arena, sabato, era quella delle grandi occasioni, carica di un'attesa febbrile che andava ben oltre la semplice curiosità. A 55 anni dalla fondazione, il Perigeo è salito sul palco per quello che il suo storico leader, Giovanni Tommaso, ha irrevocabilmente battezzato come "The Last Concert". Un addio definitivo alle scene, che non poteva trovare una cornice più adatta di Perugia, la città che nel 1973 li vide tra i protagonisti assoluti della primissima edizione di Umbria Jazz. "Scusate per il pessimo inizio, che mi rimarrà dentro per sempre" ha esordito con sincera ironia, Tommaso al termine dell'esecuzione del brano d'apertura. "Abbiamo tutti un blues da piangere" ha aggiunto, accorgendosi alle prime note che la spina del suo basso elettrico non era attaccata all'amplificatore. Ma a giudicare dal boato e dagli applausi calorosi del pubblico dell'Arena, accorso in numeri (oltre 3mila) andati ben oltre le aspettative iniziali della stessa band, quell'imprevisto ha solo aggiunto un tocco di umana e autentica magia a un inizio memorabile. Il legame con gli anni d'oro (1973-1974) si è stretto immediatamente, un omaggio filologico ed emotivo a quella storica esibizione in Piazza IV Novembre che diede l'impulso iniziale alla leggenda di questo festival.
O.Salvador--PC