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Aie, da guerra in Medio Oriente 'turbativa storica' sulle forniture di petrolio
Blocco di Hormuz grava sul 7,5% dell'offerta mondiale. E l'agenzia cita i 'Dire Straits'
"Una turbativa storica": il blocco nello stretto di Hormuz costringe i Paesi del Golfo a ridurre drasticamente la loro produzione petrolifera, gravando sul 7,5% dell'offerta mondiale: è quanto riferisce l'Agenzia internazionale dell'Energia (Aie), secondo cui la produzione mondiale di petrolio nel mese di marzo dovrebbe calare di 8 milioni di barili quotidiani per stabilirsi a 98,8 mb/g, "il livello più basso dal primo trimestre 2022". Questo rappresenta un calo mensile del 7,5% rispetto alla valutazione sulla produzione mondiale di febbraio (106,9 mb/g). La crisi nello stretto di Hormuz occupa un'ampia parte della pubblicazione mensile dell'agenzia internazionale con sede a Parigi, che viste le circostanze intitola uno dei suoi capitoli 'Dire Straits', dal nome della celebre rockband anni Ottanta, che può tradursi dall'inglese come ''con l'acqua alla gola/in grande difficoltà". Secondo l'Aie, ''la guerra in Medio Oriente causa la più importante perturbazione in tutta la storia del mercato petrolifero mondiale''. L'agenzia legata all'Ocse non spiega tuttavia perché la situazione sarebbe addirittura peggiore della crisi petrolifera mondiale del 1973.
A.Motta--PC