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"Transizione 5.0 colpisce gravemente le imprese"
"Il taglio del 65% al credito di Imposta Transizione 5.0, contenuto nel decreto fiscale approvato ieri dal Consiglio dei Ministri è una misura che colpisce gravemente le imprese. Il provvedimento determina un danno economico concreto e immediato per centinaia di imprese che hanno operato nel pieno rispetto delle regole e delle scadenze previste dal Piano 5.0". Così il presidente dell'Unione industriali di Torino, Marco Gay. "Il taglio del 65% al credito d'imposta, applicato con effetto retroattivo - dice il presidente degli industriali torinesi - non costituisce una misura di aggiustamento tecnico ma un onere straordinario per aziende che hanno già sostenuto ingenti investimenti e che si trovano ora prive delle coperture sulle quali avevano legittimamente fatto affidamento". "Tale decisione - osserva - interviene in una fase di particolare complessità. La crisi in corso in Medio Oriente continua a generare significative tensioni sui mercati internazionali, mantenendo elevata la pressione sul costo dell'energia, che rimane uno dei principali fattori di vulnerabilità per il tessuto manifatturiero. Il rischio di stagnazione o addirittura di recessione è sempre più concreto, per questo mai come ora sostenere l'innovazione e la transizione tecnologica non rappresenta una scelta discrezionale, bensì una condizione necessaria per preservare la competitività delle imprese". "Le imprese associate - rimarca - avevano riposto fiducia nella misura, pianificato e realizzato investimenti sulla base di impegni formalmente assunti dal governo. Trovarsi oggi di fronte a condizioni radicalmente diverse è una circostanza che non può essere ignorata. Ci aspettiamo che nel passaggio parlamentare - conclude - si intervenga rapidamente per correggere il decreto e confermare gli impegni assunti con le imprese".
F.Carias--PC